Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – HARAKIRI. Solo martedì scorso avevo scritto a proposito del carattere che la squadra aveva dimostrato in quel di Cittadella e come d’incanto il calcio ci ha servito l’estata contrapposizione…
Non rinnego quanto indicato in quell’articolo e sono certo che la gara balbettante con il Foggia di domenica sera sia stata solo un incidente di percorso. Indubbiamente ci sono diverse cose sulle quali il tecnico sicuramente dovrà lavorare, considerato che sono emerse delle situazioni che vanno subito affrontate e risolte.

La squadra e apparsa spossata, abulica, priva del solito dinamismo e di quelle caratteristiche che fino ad ora ci avevano stupiti. Le corsie esterne non hanno lavorato in maniera sinergica, la linea mediana e apparsa fin da subito sempre lenta ed in ritardo sui dirimpettai, mentre gli esterni alti erano spesso fuori dal gioco e/o fin troppo imprecisi. Di fronte un Foggia concentrato che ha fraseggiato con un ritmo non esaltante ma era ben disposto sul campo, ed ha saputo sfruttare i 3 regali serviti su un piatto d’argento dai sanniti.

Con il solito dettame tattico, i giallorossi presentavano il rientrante Costa – autore di una buona gara – e il confermato Nocerino al posto del più atteso Tello (a 20 anni fare il turn over…) Atteggiamento di copertura, per cercare di colpire in velocità i dauni che hanno sempre concesso qualcosa alle squadre avversarie. Infatti, su una palla alta provienente da uno dei pochi spunti sull out destro di Ricci, Massimo Coda quasi in solitudine di testa ha portato in vantaggio i suoi.

Poi circa una ventina di minuti in cui i satanelli hanno ripreso a tessere una tela lenta fatta di passaggi a muro per cercare di trovare lo spazio giusto nella retroguardia giallorossa. Ma c’è voluto un calcio di punizione laterale (molto discusso) battuto dal solito Kragl, che nonostante abbia un piede discreto, ha realizzato sfruttato una barriera mal posizionata e un errore sul calcolo della traettoria del nostro pipelet, Puggioni. Dal goal del pari in poi, la Strega ha perso anche quel po’ di vivacità e la partita si è incanalata in una prestazione opaca e senza mordente, se non per mere iniziative spesso personali. Davvero la brutta copia della squadra ammirata nelle prime gare. E, il carattere di cui sopra, è apparso solo un lontano ricord, cedendo alla truppa del tecnico Grassadonia partita e risultato.

Questi i voti e il mio personale giudizio sui partecipanti alla gara Benevento Calcio-Foggia:

PUGGIONI (voto 4): un professionista accetta elogi e critiche. Peccato per l’alternanza di queste sue prestazioni da una domenica all’altra. Commette 2 errori fatali che spengono una partita già difficile. Ha l’esperienza giusta per ritrovare da subito la serenità. La costanza deve diventare una certezza sopratutto se si vuole fare un campionato di vertice. Troppe le reti subite.

MAGGIO (voto 6): apparso tra i più in palla. Cerca di appoggiare quando gli viene data la possibilità. Il treno di destra non ha funzionato molto per un’ora… Nella parte finale della gara con Letizia crea qualche problema in più alla retroguardia foggiana.

LETIZIA (voto 6): forse il più dinamico ed intraprendente. Unico neo quello di pensare di voler risolvere da solo la gara… Diventa devastante quando si incunea, invece prevedibile se crossa da trequarti o se cincischia. Utile perché è adattabile sia a destra che a sinistra.

VOLTA (voto 5,5): cerca di dare il massimo come sempre. Un po’ nervoso e peccato per quella palla alta del secondo goal, dove a mio avviso (a parte i tempi di uscita sbagliati di Puggioni), avrebbe potuta impattarla e non lasciare il tempo a Camporese che ha approfittato di questa doppia incertezza.

COSTA (voto 6): anche se abbiamo subito 3 reti, lui è apparso sempre preciso e puntuale. Partita intelligente per un giocatore che sta cercando di ritrovare la sua identità.

BANDINELLI (voto 5): corre si mette a disposizione, ma non è mai incisivo e preciso quando gli capita anche di concludere. Apparso meno lucido del solito.

VIOLA (voto 5,5): l’insufficienza per lui è determinata solo dal fatto che un giocatore con le sue qualità non può farsi “bruciare” a metà campo. Un errore che era capitato anche qualche altra volta lo scorso anno. Dato che di solito ci delizia con le sue giocate, oggi evidenziamo questo problema su cui lui deve lavorare. A sua parziale scusante resta il fatto che ha bisogno di compagni di reparto che abbiano gamba e soprattutto di esterni che lo invitino a delle giocate che lui può disegnare.

NOCERINO  (voto 4,5): passo lento, mai incisivo o intraprendente se non per un cambio campo nel primo tempo. Ha bisogno seriamente di recuperare condizione, e che non si limiti di dettare o giocare a muro e, soprattutto, deve trovare una posizione in campo che resta ad oggi ancora un mistero.

RICCI (voto 5): poco in gara, mai incisivo se non in rarissime circostanze. Lavora poco con Maggio cui non lascia spazio sull’out destro,  invitandolo con qualche taglio o giocata. Mi sto convincendo da solo che è determinante quando subentra.

CODA (voto 5,5): segna, colpisce un palo e la mia insufficienza e determinata dal fatto che un giocatore delle sue potenzialità può e deve fare di più a cominciare dal limitare le sue posizioni troppo spesso in off side. Deve convincersi che deve essere più costante e potenzialmente può fare almeno 15 reti…

IMPROTA (voto 5): evanescente, cincischia portando spesso palla e cercando giocate fine a se stesse. È un giocatore importante e ha delle grandi qualità, ma deve mostrarle e metterle al servizio della squadra.

ASENCIO (voto 5,5): entra e vorrebbe spaccare il mondo. Viene a prenderla e cerca il compagno di reparto dato che per la prima volta gioca per 15 minuti con Coda. Poco il tempo a sua disposizione. Forse avrebbe meritato in questa partita di aprire le danze dal primo minuto per sfruttare la sua tonicità e rabbia agonistica.

BUONAIUTO (voto 4,5): timbra il cartellino e anche se per pochi minuti non riesce ad incidere o almeno a dare l’impressione di volerlo fare…

INSIGNE (voto 5): qualche giocata interessante ma forse poco tempo o opportunità per cercare di far meglio.

All. BUCCHI (voto 4): nel calcio si vince e si perde e lui, da bravo condottiero, si assume la responsabilità di aver contribuito alla sconfitta anche con qualche scelta non del tutto azzeccata. Turn over, esclusione di Tello, utilizzo di Nocerino, qualche goal di troppo subito, scarso lavoro sugli esterni. Tanti indizi per “qualcosa” che non funziona bene e su cui bisogna lavorare.

Ci eravamo esaltati dopo Cittadella, ma non dobbiamo abbatterci ora. È stato solo un incidente di percorso, per gruppo che deve ancora crescere. Ora c’è la trasferta a Pescara, squadra che rappresenta una mina vagante ed è in cerca di trovare l’appoggio per provare a rimanere in alto…

Una breve considerazione sul tifo. A quanto pare, è meglio portare fumogeni e petardi, offendere con cori razzisti le tifoserie avversarie che lanciare aeroplanini di carta… Speriamo che, di quanto accaduto nel settore ospiti, domenica sera, il signor Ros abbia annotato qualcosa sul suo taccuino, oltre che cercare di trovare il tempo per curare la sua condizione fisica. Non basta avere un atteggiamento da protagonista per esserlo e per arrivare in serie A…

Onore a chi ha vinto sul campo e adesso testa al Pescara, senza tentennamenti.

Forza Strega!