E come per magia..i 3 punti vanno via!

Potremmo riassumere così l’ennesima triste domenica del Ciro Vigorito, espugnato anche dai sardi del Cagliari. Per un attimo ci siamo illusi di stringere i fatidici 3 punti fra le mani, di assaporare nuovamente quel dolce e squisito sapore della vittoria. Ma niente da fare. In due minuti tutto è cambiato. Dopotutto due minuti  non sono mica pochi, anzi, è il tempo giusto per una doccia rapida, per prepara un ottimo caffè, passare l’aspirapolvere e, perché no, anche per perdere una partita. Così, domenica scorsa è andato in scena l’ennesimo suicido del Benevento, che ha fatto precipitare noi tifosi in una domenica catastrofica, ancora più tragica di una domenica senza campionato.

“E’ la dura legge del goal” cantavano gli 883 in una celebre canzone che, con il senno di poi, sembra essere stata scritta proprio per il Benevento che fa pure “un gran bel gioco però se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono”. Lo sa Mister De Zerbi, lo sanno i giocatori e lo sappiamo pure noi tifosi che ogni domenica veniamo messi alle prova, la più dura di tutte. Perché si sa la vita del tifoso già di per se non è per nulla facile: il freddo, la pioggia, il seggiolino bagnato, il pullman per la trasferta, il vento, le file, il sole in faccia, le telecronache di parte, le gufate di Sky, gli sfottò degli avversari. Poi, se sei un tifoso del Benevento la vita è ancora più difficile, perché oltretutto, devi fare i conti con repentini stravolgimenti emotivi che vanno dalla gioia al dolore, dalla rassegnazione all’incredulità, sentimenti opposti che si alterano velocissimi, in cui non si ha il tempo di esultare che già si impreca. Il tutto puntualmente nei minuti di recupero. Tuttavia, nonostante la sconfitta, l’ennesima pesante sconfitta, l’illusione della vittoria, il crollo, la pioggia sferzante ed il vento, i tifosi, quelli veri, saranno di nuovo lì, di domenica in domenica, innamorati dei propri colori e della propria squadra. È proprio il caso di dirlo, dunque, “Sotto all’acqua e sotto al vento sempre forza Benevento”.

#BeneventoCagliari #SerieATIM

Pubblicato da Salta Salta lo Stregò su domenica 18 marzo 2018

Eppure, c’era tutti i buoni presagi per una vittoria: il recupero di Sandro, la grinta di Viola, la determinazione di De Zerbi, e soprattutto la visita in terra sannita di Papa Francesco. Proprio parlando del Santo Padre, sembrerebbe che le prime parole che abbia rilasciato all’arrivo a Pietrelcina siano state “Keep calm e forza Benevento”. Ahimè, neanche la buona parola di Papa Bergoglio è servita al Benevento, entrato in un buco nero a fine agosto e mai riuscito ad uscire.

Abbiamo raccolto le prime parole di @papa_francesco_bergoglio_ all'arrivo a #Pietrelcina. P.s. spero vogliate apprezzare lo spirito simpatico di questo post e che non venga mal interpretato.

Pubblicato da Salta Salta lo Stregò su sabato 17 marzo 2018

Insomma ci prepariamo a salutare la massima seria, conquistata per la prima volta con un impresa storica ma mai raggiunta seriamente. Bisogna fare i conti con la realtà: è finita, non ci sarà una lotta per salvezza e, forse, non c’è mai stata. Come ci ricorda la pagina “Che fatica la vita da Bomber”, presto torneremo da Diletta: “Adios Serie A”!

Stanno tornando da Diletta. #chefaticalavitadabomber

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Meglio pensare al prossimo anno, dunque. Dobbiamo ripartire, e per farlo non possiamo non contare su lui: Enrico Brignola. La partita con il Cagliari è stata solo l’ultima di una serie di prestazioni perfette. Enrico ci mette la grinta e la passione, corre avanti e indietro, lotta su ogni palla, contro ogni avversario, cerca il goal con la determinazione di un fuoriclasse, senza mai lasciarsi intimidire dall’esperienza di chi ha di fronte. E’ l’uomo del momento, Enrico Brignola che ha stupito tutti, diventando sin da subito un beniamino della tifoseria giallorossa, perché lui non solo è un sannita purosangue, ma incarna tutto ciò che ogni tifoso vuole: corsa, qualità e tanto sacrificio. Sono doti che gli hanno permesso di diventare a 19 anni titolare in serie A e di guadagnarsi la convocazione nella Nazionale under 19.

Per quanto tutti auspichiamo ad una fine rapida del calvario Serie A, il campionato ancora non è finito. Ci aspettano altre battaglie da combattere e altre sfide da giocare e perché no da vincere. Dopotutto, è così tanto impensabile chiedere come ultimo regalo, la gioia di una vittoria?