Il 16 ottobre sarà un giorno che segneremo nella memoria pubblica e privata di una nazione che vive momenti di crisi e di assoluta inadeguatezza. A Benevento in particolare ieri è stato un giorno di  grande dolore, disperazione ma anche di umanità e collaborazione. La natura a volte amica e a volte nemica distruttrice, ha messo in ginocchio una città fatta di storia, di sacrifici e di cittadini solidali. Il giorno dopo la grande pioggia il panorama assume tratti apocalittici: fango, laghi d’acqua, zone difficili da raggiungere. Nella disperazione che incontriamo sui volti di chi ha perso tutto si accende la luce di chi regala un sorriso, sostiene un amico, si sporca di fango per salvare il salvabile. Sono tantissimi i volontari in campo tra giovanissimi e adulti riempiono i luoghi immersi e li riaccendono di luce e di speranza. Quella speranza che nasce dalla scintilla dell’amore verso il prossimo. Quel sentimento che sgorga dal cuore in modo sincero e senza pensare e ti dà la forza di aiutare chi ti sta accanto. La solidarietà dei sanniti oggi risveglia un paese e dimostra che il popolo può far rinascere una comunità, che la gente può sbracciarsi e ripulire il fango che ha coperto le bellezze e le ricchezze di una città. La natura si riprende ciò che l’uomo le ha tolto ma l’uomo ricostruisce, si riappropria della terra, delle cose che ha perso, non rinuncia e si sostiene in modo reciproco. Benevento è a terra ma respira, è cosciente della sua reale situazione e prende pala e piccone senza paura ripulisce e va avanti. Le squadre di volontari hanno invaso contrade e strade distrutte, ricoperte, immerse e senza incertezze ha osato, ha aiutato, ha salvato, ha portato umanità e amore. Tanti gli appelli: la Caritas al momento ha riunito i volontari e sta girando nelle contrade per portare vivere e ricambi di vestiario. La situazione per l’accoglienza vede la struttura di San Pasquale via Acro di Traiano aperta per dormire e distribuire cibo. Servono prodotti a lunga conservazione come latte, biscotti, pasta olio, e materiale per l’igiene intima. L’appello dell’Istituto Comprensivo G. Moscati colpisce in modo particolare: “tutti saranno i benvenuti per dare una concreta mano a ripulire e a sistemare per quanto possibile i locali e le aree devastate.  Servono ” braccia e cuore” di tutti coloro che vorranno contribuire fattivamente al riavvio delle lezioni nel minor tempo possibile. Raccomandiamo di venire attrezzati di stivali , scope, tiracqua e quant’altro utile a liberare la scuola dal fango”. La risposta è stata meravigliosa! La scuola è in condizione disastrose, tutto ciò che era a un metro e mezzo da terra è andato distrutto, scrivanie, computer, librerie. In questa apocalittica scena ci colpisce la solidarietà delle persone che numerosissime sono arrivate durante la mattinata. Una cinquantina di volontari tra insegnanti, ex alunni della scuola, i ragazzi del rugby e tanti giovani che hanno sostenuto la preside e il corpo insegnanti.  L’istituto deve rinascere! E il segnale che in questi anni si è lavorato bene è proprio quello che rende particolare questo momento. Gli ex alunni sono accorsi in massa stamattina. Il loro affetto nei confronti di una scuola che li ha formati e li ha preparati per nuove esperienze ha contribuito alla catena di messaggi e a farli ritrovare nel luogo tanto amato e mai dimenticato.

Nel pomeriggio dalle 15,30 appuntamento anche al Campo del IV Circolo Benevento che è anche parte integrante dell’Istituto Moscati per aiutare i rugbisti a salvare la struttura.