Nel 2016 le elezioni amministrative riguarderanno non solo la città di Benevento ma anche 22 comuni della provincia. Riteniamo pertanto indispensabile, piuttosto che generare fantasiosi ed inutili programmi elettorali, spesso difficilmente realizzabili, inconcludenti sarabande o incontri riservati a pochi intimi per l’individuazione dei candidati sindaci, partire da alcune riflessioni offerte dal recente rapporto del Censis dello scorso 16 settembre.
Il documento certifica l’assenza di capacità da parte dei sistemi locali di reagire alla crisi. Per la nostra provincia la constatazione è impietosa e senza appello: la provincia di Benevento è tra i sistemi locali del lavoro quello che negli ultimi cinque anni ha perso più di tutti in fatto di occupati. Un tracollo che ci colloca al 686° posto con un 23,4% a fronte di una media nazionale del -1,8%. Secondo il rapporto la catastrofe è dettata perlopiù dalla mancanza di una chiara specializzazione produttiva oltre che di idee, progetti e soluzioni.
Ciò si verifica in particolare nel meridione, soprattutto in Campania. Le notevoli risorse messe a disposizione dai fondi europei spesso non si riescono a spendere. Quando accade si spendono male perché utilizzate in microinterventi che riguardano la piccola opera locale, la stradina, la piazzetta o la fontana di un comune.
Una proliferazione di inutili microprogetti, dettata unicamente dalla volontà politica dei dirigenti locali di utilizzare e spendere le risorse a disposizione per costruire consenso elettorale. In questa ridistribuzione correlata alla moltiplicazione e/o preservazione del proprio potere si riflette una visione, bassa e ristretta, che assicura un micro potere locale ma non favorisce lo sviluppo.
Per il Censis le classi dirigenti locali non sono considerate portatrici di visioni e di progetti, di una idea generale di dove andare, perché unicamente ripiegate su dinamiche puramente egoistiche ed autoreferenziali.
L’impietosa analisi offre però alcune preziose indicazioni sulle quali riflettere. I territori che hanno avuto la capacità di individuare e mettere a valore la propria vocazione sono stati ripagati in termini di occupazione e di sviluppo del proprio territorio. I casi più emblematici sono quelli che hanno generato valore grazie all’intreccio e alla reciproca valorizzazione di diversi aspetti del patrimonio locale. Come ad esempio: il turismo, l’enogastronomia e la paesaggistica. E’ infatti significativo che i territori in cui si crea la massima occupazione sono quelli che hanno individuato la propria vocazione, collegando e valorizzando queste tre risorse.
Sarebbe pertanto auspicabile, in considerazione del rinnovo dei numerosi consigli comunali della provincia, cominciare ad acquisire suggerimenti, idee, soluzioni da parte dei cittadini, degli studiosi, dei rappresentanti del mondo politico-istituzionale, associativo, sindacale ed imprenditoriale. Una comune strategia di intenti ed interventi, non ideologici o partitici, che abbia l’intento di valorizzare quel poco, o quel tanto ? che il nostro territorio offre.
In questa prima fase, senza alcuna presunzione o strumentalizzazione di parte, pensiamo di attivarci mettendo a disposizione il nostro sito web Comunemente (www.comunemente.net). Una piattaforma civica sulla quale inserire proposte e idee di sviluppo, che, diventate patrimonio di tutti, daranno l’opportunità per una sinergica e valida elaborazione programmatica.
Sulla base di questi risultati, si potranno successivamente cominciare ad individuare gli amministratori (Sindaci e Consiglieri) che potranno realizzarla. La leadership più idonea per concretizzarla.