Benevento-Catanzaro è la partita del cuore. Di fatto è così, poiché si gioca a soli 10 giorni dalla tremenda alluvione che ha falcidiato il Sannio intero. La popolazione è ancora shoccata e lo si capisce anche dai volti e dagli occhi della gente impegnata ancora ad aiutarsi l’una con l’altra a spalare il fango, per provare a riconquistare quella serenità perduta da quel maledetto 15 ottobre scorso.

Pronti via e brividi che arrivano dagli spalti, con il coro “noi siamo beneventani” che fa tremare lo stadio e accompagna lo striscione “Rialziamoci”, mentre anche in curva nord i circa 50 tifosi giunti dalla Calabria solidarizzano con i sanniti attraverso uno striscione di vicinanza che recita così: “solidali con la città di Benevento”. Applausi. In campo nei primi minuti si nota un Benevento che gioca sulla rabbia, sulla voglia di spaccare tutto, ma come succede in questi casi la conseguenza di tutto questo atteggiamento si tramuta solo in tanta confusione e nessuna conclusione pericolosa, se si esclude un tiro debole di Cissè che crea qualche problema a Grandi ma solo per disattenzione dello stesso portiere calabrese. E’ il Benevento che come succede dall’inizio di questa stagione “fa la partita” ma la grande mole di gioco di fatto non riesce poi a trasformarsi in quelle azioni importanti che servono per sbloccare le partite. Cosicchè dopo 2 conclusioni, una velleitaria di Cissè al 39’ e l’altra più pericolosa di Mazzeo dai 25 metri che trova la respinta del portiere Grandi, si chiudeva il primo tempo sul risultato di 0-0 giusto specchio di quello che si era visto nei primi 45 minuti.

Nella ripresa cambia l’atteggiamento tattico del Catanzaro che dal 4-5-1 passa ad un 4-4-2 che nell’idea di D’Urso doveva servire ai giallorossi di Calabria a diventare più pericolosi in avanti; invece i calabresi continuano a rimanere sempre molto chiusi e le occasioni a contarsi con il contagocce, sia dall’una che dall’altra parte. Intanto c’è tempo per gli Ultras della Curva Sud di ringraziare idealmente attraverso uno striscione, tutte le tifoserie d’Italia che nel corso della scorsa settimana hanno dimostrato vicinanza al popolo sannita: “Davanti alla solidarietà non esiste rivalità, giù il cappello per chi del calcio mostra il lato più bello….ultras”.

Dopo un atterramento dubbio di Campagnacci al 48’, sul quale tra le proteste del pubblico di casa sorvola l’arbitro Mei, al 54’ Melara decide di rompere gli equilibri. Sulla destra il laterale di Auteri diventa improvvisamente devastante per la difesa del Catanzaro, e dopo aver superato un paio di avversari lascia partire un diagonale dall’alto verso il basso che va ad inchiodarsi nel sette alla sinistra di Grandi. E’ il gol dell’1-0 per il Benevento che alla fine fisserà il risultato a favore dei giallorossi. Il vantaggio infatti è solo un lampo in una gara che rimane avara di emozioni e che stancamente si trascina fino al termine. Un solo brivido prima del triplice fischio quando al 92’, in pieno recupero, la squadra di Auteri ha rischiato incredibilmente di impattare la gara a causa di una colossale ingenuità di Som che spintona un avversario a 2 passi dalla linea laterale sulla corsia di sinistra, concedendo ai calabresi di poter battere da buonissima posizione una punizione che Gori deve fare gli straordinari per smanacciare sulla traversa per evitare il pareggio beffa. Passato lo spavento, dopo qualche secondo dallo scampato pericolo, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. Vittoria importantissima per i sanniti che si portano in seconda posizione ad una sola lunghezza dalla capolista Messina e a pari punti con la Casertana prossima avversaria in un derby che si preannuncia ancora più importante. C’ è sicuramente qualcosa da rivedere per i giallorossi, che anche oggi hanno messo in luce una gran mole di gioco, con percentuali di possesso palla davvero imbarazzanti, ma che non servono poi a portare gli attaccanti a realizzare quei gol che tutti continuiamo ad aspettare. Cassia il fido secondo di Gaetano Auteri che oggi ha sostituito il tecnico di Floridia sulla panchina giallorossa a causa della squalifica che l’allenatore continua a scontare, ha dichiarato in conferenza stampa che il problema degli attaccanti che non segnano è un non-problema, poiché se la squadra continuerà ad esprimere questo gioco, le realizzazioni non tarderanno ad arrivare. A noi quindi non ci resta che aspettarle con fiducia, sperando che possano arrivare a partire da domenica prossima nel big match contro la Casertana dei tanti ex.

BENEVENTO CALCIO: Gori, Padella, Lucioni, Mattera, Melara, De Falco, Del Pinto, Mazzarani (Campagnacci) Mazzeo (Som), Cissé  (Di Molfetta), Marotta. A disp.: Piscitelli, Mucciante, Bonifazi, Bianco, Pezzi, Porcaro, Ciciretti, Di Molfetta, Troiani. All.: Loreno Cassia
Catanzaro: Grandi, Ricci, Orchi (Taddei), Moi, Squillace, Bernardi, Maita (Ingretolli), Agnello, Mancuso, Razzitti, Foresta (Giampà).  A disp.: Scuffia, Sirigu, Caselli,  Selvatico, Caruso, Fulco,  Agodirin.  All.: Massimo D’Urso

Arbitro: Andrea Mei di Pesaro
Assistenti:  Manuel Giuliani di Teramo e Michele Pizzi di Termoli.

Rete: Melara (BN) al 10° s.t.

Marcatore: 54′ Melara

Spettatori: 3.959 di cui 2.294 paganti e una quota abbonati di 1.665