(Massimo Pedicini) – Negli ultimi giorni di maggio la pallavolo beneventana ha subìto una enorme scossa; a darla è stata la Kinder Ferrero che attraverso la Fipav ha scelto di girare proprio a Benevento, con la collaborazione dell’Accademia Volley, scuola Federale di Pallavolo, lo spot che sarà presentato all’EXPO’ di Milano e che avrà visibilità internazionale.

E’ di sicuro prestigio il riconoscimento ricevuto dall’Istituto Comprensivo S. Angelo a Sasso del Dirigente Scolastico Michele Ruscello e dalla Scuola di Pallavolo Federale dell’Accademia Volley, selezionati a livello nazionale dalla Federazione Italiana Pallavolo per la realizzazione del nuovo spot della Kinder Ferrero, sponsor delle nazionali di pallavolo e artefice del progetto promozionale Kinder +Sport.

Infatti l’Istituto diretto da Michele Ruscello ha vissuto una tre-giorni dal notevole spessore ed indimenticabile per tutti i bambini e tutti gli operatori.

La pallavolo ha calamitato l’interesse generale, le istruttrici della Scuola di Pallavolo dell’Accademia hanno diretto le operazioni legate alla preparazione dei giovanissimi atleti, ed anche e soprattutto a quelli estratti per la partecipazioni alle riprese dello spot.

L’attesa per l’arrivo di Andrea Lucchetta a Benevento, già alta, ha avuto il picco durante la conferenza stampa di presentazione della 20^ Beach Volley Cup in programma dall’8 al 12 luglio al Centro Sportivo Cretarossa di Benevento.

Alla presenza delle autorità cittadine, civili e sportive, Dante Ruscello ha snocciolato brevemente la vita della manifestazione cittadina di Beach Volley che ha ravvivato l’estate della città di Benevento per 17 anni in piazza Risorgimento.

Il saluto di Michele Ruscello ha dato il via ai lavori ringraziando dapprima la Federazione Italiana Pallavolo perché ha scelto il suo Istituto quale sede unica in Italia, e la scuola Federale di Pallavolo dell’Accademia, per la realizzazione di un progetto importante, sia per Benevento che per l’Accademia e per la Kinder. Ricordando il proprio impegno attraverso lo sport della pallavolo per la promozione della propria città oltre i propri confini, ha promesso ulteriori impegni nella sua nuova attività di Dirigente Scolastico; preannunciando la presenza di Pasquale Bellotti, luminare dello sport italiano; plurilaureato, tra l’altro anche in medicina e chirurgia, il quale ha avuto incontri di formazione con tutto il corpo docente della Scuola S. Angelo a Sasso ed alcune classi dello stesso istituto. Ha presentato anche Stefano Bellotti, figlio di Pasquale, dal grosso peso da gestire, che ha avuto incontri con tutti i genitori degli alunni.

Cede il microfono al dirigente del settore sport del Comune di Benevento, Rino Caputo, il quale sciorina le solite parole di elogio verso l’Accademia ed i suoi dirigenti.

Una video-sintesi della Beach Volley Cup è preceduta dai saluti di Bitto che da Londra ha voluto inviare per celebrare un legame indissolubile tra i dirigenti dell’Accademia e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione di piazza.

Una traccia di 15 minuti dove si celebrano presenze importanti, soprattutto presenze spensierate anche da parte di chi ha poteri istituzionali ma che nella beach volley cup ha ritrovato lo spirito trasmessa da questo sport. Dopo la foto di rito dei pilastri della Beach Volley Cup, Dante passa il microfono a Enzo Federici dell’Ufficio Sport dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento che sottolinea lo sforzo della pallavolo nella scuola soprattutto in un momento di crisi di numeri nella scuola italiana.

Ritornando alla conferenza, la parola al Presidente del Comitato Provinciale FIPAV, Giancarlo Stefanucci che ricorda un episodio che descrive alla perfezione lo spessore di un vero sportivo; nei primi tempi della società sportiva presieduta dallo stesso Stefanucci, primi anni ’90, egli stesso ricevette da Michele Ruscello una rete, 6 palloni e 500 mila lire.

Stefano Bellotti, quasi emozionato del suo ruolo nella scuola del suo amico Michele, presenta i ragazzi Azzurri del Sitting Volley; ringrazia Michele per tutto quello che ha fatto agonisticamente e per quello che ha fatto nella Scuola. Poi convolge i ragazzini per chiamare l’Ospite d’Onore. Per la verità Lucchetta era da tempo che gironzolava nei corridoi della scuola a gettare occhiate nella sala conferenza.

Al grido di “SPIKE IT!!!” l’Andrea Nazionale irrompe in sala dal retro. Prende immediatamente il microfono ma solo per coinvolgere i bimbi; promettendo l’autografo a tutti, riesce a tenere a bada l’entusiasmo irrefrenabile dei giovani intervistandoli uno ad uno. Per poi passare alle neopromosse in serie C della Volley S. Maria di Costantinopoli; Andrea chiede ad ognuno di loro ruolo e sogni. Insomma un fiume in piena che lascia intravedere cosa dovrebbe fare l’uomo immagine di una disciplina. Elogiando Pisano e Compagne si siede e firma autografi a tutti i presenti, forse per più di un’ora. Un Campione.

Il presidente del CONI, Mario Collarile, elogiando l’Accademia che anche in momenti di crisi riesce a tirare dal cappello soluzioni prestigiose per la promozione dello sport, lega “indissolubilmente” Andrea Lucchetta al Sannio premiando il suo impegno nella nostra terra con il prestigioso “Gladiatore Sannita”. Ricorda a tutti di averlo già consegnato a Pietro Mennea, Nicola Pietrangeli, a Papa Ratzinger. E il nostro Andrea s’informa sulle Forche Caudine; pare che volesse visitare il luogo anche per fare qualche scatto. La sua “posa” da schiacciatore col Gladiatore nella sinistra ha chiuso la conferenza; e giù autografi e foto.

Il secondo giorno è dedicato alle registrazioni per lo Spot Kinder Ferrero: la parrucchiera personalizza la pettinatura dei ragazzini “alla Lucchetta”; rinchiusi in un’aula per registrare, i ragazzini sicuramente si divertono assieme al Campione. Terminato il lavoro al chiuso, l’assalto ai campetti allestiti all’aperto. I Lucchettini sudano sette magliette per soddisfare le esigenze televisive e quelle dell’Andrea che lancia palloni fino allo sfinimento. C’è da scommettere che Lucchetta si diverte più dei mini-campioni.

Ancora autografi, e foto, foto e autografi. Senza mai negarsi, Andrea Lucchetta porta a termine una mattinata molto impegnativa, anche fisicamente.

Al pomeriggio sono in programma le riprese in piazza “S. Sofia”, campi montati alla perfezione e…. giù il diluvio. Programma annullato per preparare al meglio la cena da Nunzia dove il gruppo ha potuto saggiare le delizie del Sannio.

Il terzo giorno…. Tutti i bimbi della scuola pronti a giocare nella palestra; pronte le telecamere e prontissimo il (ormai) nostro Andrea che non sa che deve giocare con un migliaio di piccole (educate) pesti.

Almeno un palleggio per ognuno; e chi sbaglia ripete fin quando il Maestro non è soddisfatto. Pallonate in testa ai distratti e scarpe sfilate per far vedere che si palleggia con qualsiasi oggetto, basta mettere le mani al posto giusto. Il tutto intervallato da foto e autografi, a migliaia…

Poco prima della chiusura visita a Capodimonte (altro istituto “compreso” nel S. Angelo a Sasso) per giocare con un altro centinaio di minicampioni.

E poi…. Visita lampo-sorpresa ad un vecchio ex giocatore della mitica “G. Grippo” per poi cedere alle leccornie del pranzo in un località segreta di Piazza Piano di Corte (non sveliamo la città). Autografi, foto, e ci si ritrova di nuovo a scuola dove a relazionare c’è Stefano Bellotti con i prof.. La sudata di Stefano lascia intendere che parlare è più faticoso di giocare…

Un’altra scappatella, fuori programma, stavolta negli studi di una Tv locale, non prima di aver salutato tutti, uno ad uno.

A noi dell’Accademia resta la figura prepotente, imponente, enorme, martellante, schiacciante di un eterno ragazzo che fa della giocosità l’arma per calamitare le attenzioni di giovane e vecchi verso lo sport della pallavolo, una delle poche discipline dal sapore puramente Olimpico.

Del commentatore televisivo si intravede solo lo snocciolare di vocaboli impossibili; quando lo hai di fronte fai fatica a collegarlo al pluricampione del mondo, al capitano dell’Italia “generazione di fenomeni”, di quell’argento di Atlanta.

Sembra uno normale, anzi è uno normale,

che dedica la propria vita ai giovani ed allo sport.

“Lui meriterebbe un Riconoscimento a Vita per quello che ha fatto come atleta e ora per quello che fa come persona”.

Michele Ruscello.