Benevento imbattibile? Diciamo piuttosto “difficilmente battibile”. Ci sta meglio. Guai, infatti, ad esaltarsi troppo.

Certo, i NUMERI dicono che la Strega non perde un incontro di campionato dall’antivigilia di Natale dello scorso anno allorché venne sconfitta in quel di Lecce per due reti ad uno in un incontro che grida ancora vendetta per l’assurdo annullamento del gol del pareggio ad opera di Ciciretti su magistrale calcio di punizione. Un pareggio che sarebbe andato addirittura stretto al Benevento per come si era svolta la partita e per i valori espressi in campo e con entrambi i gol del Lecce viziati da azione irregolare. Ma è ormai acqua passata. Noi siamo qui, e loro ancora lì.

Quello che conta è che da allora nessuno è più riuscito a sconfiggere i giallorossi in un incontro di campionato (tralasciamo gli incontri di supercoppa, giocati tra le abbuffate e le champagnate dei bagordi post-promozione). Si tratta, per la cronaca e per chi non lo sapesse, del RECORD EUROPEO ASSOLUTO IN CAMPIONATI PROFESSIONISTICI, che esiste da che esiste il calcio dopo il GRANDE TORINO, unica squadra che seppe fare di meglio, ma era quasi un secolo fa.

E scusate se è poco.

Questo lo dicono in pochi, anzi, NON LO DICE NESSUNO. Non lo dice la Gazzetta dello Sport. Non ne fanno menzione neanche i professionali e preparati TELECRONISTI – OPINIONISTI DI SKY.

Ma su questo tornerò fra poco.

Torniamo alla partita.

Ieri pomeriggio, al “Francioni” di Latina, i ragazzi di Baroni, pur non disputando a dir il vero una partita entusiasmante, hanno confermato di essere una SQUADRA che, indipendentemente dagli interpreti che scendono in campo, vorrà e saprà ritagliarsi un ruolo importante in questo campionato di serie B.

Inutile girarci attorno: il Benevento, secondo me, ieri non ha conquistato un punto, ma ne ha persi due (così come a Carpi, anche se lì il pareggio era sembrato, in tutta onestà, il risultato più giusto).

Ma a Latina, no. Troppo evidente è apparso il divario tecnico tra le due formazioni scese in campo al “Francioni”, nonostante il centrocampo e l’attacco del Benevento non si siano espressi ai livelli a cui ci avevano abituati. Ma ci sono tutte le attenuanti. Gente come Melara, Falco e Ceravolo non si possono regalare agli avversari (e tutti e tre contemporaneamente, poi) neanche se questi si chiamano “Latina”. Perchè, diciamocela francamente, e non me ne vogliano gli amici pontini, il Latina visto oggi è apparso davvero “poca cosa”.

Ma nel calcio, si sa, bisogna buttarla dentro e spesso questo genere di partite riserva la classica beffa. Se non segni, alla fine, rischi di prendere il classico “GOL DEL SABATO”.

Ed ecco infatti che puntualmente, dopo l’incredibile errore sotto porta di Chibsah nel primo tempo (era più difficile metterla fuori, quella palla, che non buttarla dentro) ed il clamoroso palo di Cissè (il quale in tempi migliori avrebbe di certo dribblato a sinistra il portiere ed insaccato di mancino anziché, come ha fatto, tentare l’anticipo d’interno destro sul primo palo), il Latina, pesca il classico jolly dal cilindro. E così De Vitis, autore di un gol stratosferico su cui nulla ha potuto un Cragno fino a quel momento spettatore non pagante, fa esplodere i “tremila” del Francioni (sì, avete capito bene, tremila!), fino ad allora abbondantemente “coperti e surclassati” da uno splendido e commovente tifo giallorosso.

Per la prima volta in questo campionato il Benevento è andato sotto di un gol ed è stato costretto a dover recuperare il risultato. Ad un quarto d’ora dalla fine, con il rischio di vedere crollare il morale sotto i piedi per il colpo subito, dopo aver letteralmente DOMINATO TERRITORIALMENTE la partita, era forte il rischio di un’imbarcata. Invece è stato proprio qui che sono emersi il carattere e la dimensione da grande squadra. Mister Baroni infoltisce la linea offensiva e getta nella mischia il giovane diciassettenne sannita Brignola (al debutto assoluto in prima squadra in serie B).

Il Benevento arremba all’arma bianca e pareggia meritatamente i conti al minuto 89 grazie ad una magia del subentrato Pajac il quale, imbeccato da un’invenzione magistrale di Ciciretti dalla destra (ancora una volta uomo-assist determinante nonostante la GABBIA asfissiante che gli era stata montata intorno) infila la porta con uno splendido tiro a volo da posizione abbastanza defilata.

Imbattibilità salvata ed un altro punto verso la salvezza. Ne mancano ancora 43 per la tranquillità (forse anche meno). In verità ne mancherebbero 42 ma, purtroppo è destino che il Benevento debba sempre giocare ad handicap. Magari porterà anche fortuna. Chissà.

A proposito di handicap.

Due parole lasciatemele dire a Gianluca Di Marzio, noto commentatore e telecronista SKY. Non so se abbia qualcosa contro il Benevento, ma una cosa è certa: ne parla il meno possibile e, quando proprio non può esimersi dal farlo, omette ad arte di evidenziare alcuni particolari importanti. Lo fece la settimana scorsa, ad esempio, OSANNANDO il Cittadella per la terza vittoria consecutiva e per il primato e non spendendo UNA SOLA PAROLA DI COMPLIMENTI, CHE SIA UNA per il Benevento autore della splendida vittoria sulla stra-favorita Verona

Si è ripetuto oggi. Nel corso del dopo-partita condotto da Diletta Leotta, s’è premurato di fare i complimenti (meritati) al tecnico del Cittadella, Roberto Venturato perché, a suo dire, la squadra veneta avrebbe, con la vittoria di oggi, stabilito il record assoluto di distacco dalla seconda in classifica (5 punti) dopo sole quattro giornate di campionato in quanto il precedente record risaliva agli anni ’60 ed era di “appena” 4 punti. Peccato che abbia DIMENTICATO (o finto di dimenticare), che al Benevento è stato tolto un punto REGOLARMENTE CONQUISTATO SUL CAMPO, per cui, oggi, avrebbe 8 punti ed il distacco dalla prima, per quanto comunque significativo, sarebbe di “soli” 4 punti e non di 5. Per cui, al massimo, il Cittadella potrebbe vantarsi di aver “eguagliato” il record precedente, ma non di averlo migliorato.

Ma questo il buon Gianluca si è guardato bene dal ricordarlo.

Che dire, poi, del suo compagno d’avventura, Luca Marchegiani, il quale, anziché ricordare il “piccolo” particolare e correggere il collega in studio, ha ritenuto bene di rincarare la dose aggiungendo “Evidentemente le seconde stentano a decollare”, riferendosi alle squadre appaiate a 7 punti tra le quali è inserito, appunto, anche il Benevento, dimenticandosi anch’egli che, sul campo, i punti conquistati dalla Strega sono 8, e che quindi se è vero che il Benevento (IMBATTUTO) stenta, lo fa senza dubbio MENO DELLE ALTRE !

Per carità, non cambia nulla nella sostanza, ma un po’ più di professionalità non guasterebbe, non foss’altro per amore di verità e per una corretta informazione.

Lo stesso Luca Marchegiani, poi, intervistando l’autore del gol, De Vitis, ha chiosato dicendo che il Benevento era stato “fortunato a raggiungere il pareggio ad un minuto dalla fine”.

Domanda: ma che partita avrà visto, ammesso che lo abbia fatto? Sarebbe bastato che avesse chiesto lumi al collega telecronista, autore di una telecronaca, quella sì, impeccabile. Non per nulla egli, al gol del Latina, aveva parlato letteralmente di BEFFA per il Benevento. Più chiaro di così!

Non è, per caso, che i commenti da studio vengono fatti solo guardando gli highlights?

Se è così, consiglio vivamente agli interessati di cambiare mestiere.