Meno male che a Cagliari ha giocato l’Avellino… grazie all’arrugginito (ma assolutamente rispettabile) Renato Zaccarelli. Mettiamola sullo scherzo, perché altrimenti ci sarebbe da strapparsi i capelli. Avendoli, ovviamente.

Il Benevento visto in Terra sarda è da schiaffi, perché sciagurata è stata la gestione del pareggio, strameritato, sfuggito a pochi istanti dal triplice fischio e dopo aver dovuto inseguire la squadra di Lopez in pratica per tutta la gara. E, senza voler cercare alibi, anche stavolta l’arbitraggio non è stato proprio a favore della nostra squadra, anzi.

Chiaramente non potevamo certo aspettarci che i giallorossi potessero virare tanto repentinamente, rispetto alle precedenti nove (dieci complessive) partite. Sarebbe stato a dir poco eclatante (oltre che preoccupante…) vedere una squadra completamente trasformata, dopo l’ingaggio alla conduzione tecnica di Roberto De Zerbi. E’ vero, però, che la squadra ha mostrato un atteggiamento differente, seppur costretta a subire, nei primi 20/25 minuti di partita, il pressing indiavolato dei rossoblù che erano consapevoli di avere di fronte un avversario arrabbiato e pronto a giocarsela, oltre la classifica.

Complessivamente, Ciciretti e compagni hanno disputato una gara buona, pur se condita dalle solite sbavature e con qualche “equivoco” da dover chiarire, rispetto agli undici scesi in campo dal primo minuto. Il pareggio sarebbe stato assolutamente giusto, ma è imperdonabile concedere il secondo goal al Cagliari: un vero cadeau da parte nostra per i padroni di casa, assolutamente non meritato da loro.

Squadra in campo con un’inedita difesa a tre e centrocampo folto con ben cinque uomini, ma che non è riuscito a far girare palla con la dovuta continuità, soprattutto nella prima frazione. Troppe palle perse e/o regalate agli avversari, che hanno creato qualche inutile grattacapo alla nostra retroguardia.

Secondo tempo giocato con un atteggiamento molto più propositivo, grazie anche all’arretramento dei padroni di casa, forse anche sorpresi dal piglio combattivo dei nostri.

E’ sembrato, però, che Iemmello sia stato troppo isolato in attacco, con accanto il furetto romano che non è riuscito ad incidere né a dare peso alla nostra fase offensiva. E i problemi per il Benevento sembrano sempre più marcati proprio in zona goal.

De Zerbi avrà molto da lavorare, ma dovrà soprattutto trovare i giusti equilibri, sia per quanto riguarda gli esterni di difesa e sia nella zona nevralgica del campo. A centrocampo Memushaj ancora non riesce a fornire prestazioni adeguate alla categoria e Nicolas Viola sta mostrandosi quale calciatore imprescindibile per lo scacchiere giallorosso.

Il Benevento visto alla Sardegna Arena è vivo, nonostante tutto e poco importa degli sberleffi nazionali… Quella di Cagliari può di certo essere considerata la partita della svolta – stavolta sì -, nonostante lo zero in classifica sia ancora a pesare sull’umore di squadra e piazza. Adesso ci aspettano due gare proibitive, con Lazio in casa e poi a Torino con la Juventus. Banchi di prova proibitivi, ma la squadra c’è e dovrà dimostrarlo, poco importa quali siano gli avversari.

Non bisogna disperare ma soltanto crederci: a maggio 2018 si faranno i conti.