(Serenella Rullo) – Gli eletti della Politica  sono a confronto, ma a qualcuno, magari a più di uno, servirebbe un benefico ridimensionamento. C’e un gran parlare del “bene del Paese”… Tutti vogliono raggiungere questo obiettivo.

Ma, a quale Paese si riferiscono? Lo conoscono bene? Lo capiscono Lo amano? O lo identificano con interessi non proprio generali? Sembra di parlare della “bella Elena” che tutti volevano salvare. Probabilmente era più facile che salvare il nostro bel Paese visto come sta.
In giro si vedono  don Chisciotte, i tre Moschettieri, Artù e Lancillotto
Compaiono anche delle dame, ansiose di contribuire, nonostante passate esperienze che non ispirano odierni cantori. Ci si chiede su che cosa si basi la tracotante fiducia in sé di alcuni aspiranti salvatori che da almeno un quarto di secolo vanno avanti senza che compaia l’accenno di miglioramenti in qualche campo di interesse pubblico: scuola, sanità,  lavoro, conti pubblici etc.
Se ne parla, si fanno proposte, si discute e spesso il nuovo è peggio del vecchio. Gli speranzosi eredi dei meno giovani (diciamo così…) paladini della Patria non sanno neanche da dove cominciare. Per qualsiasi lavoro si richiedono preparazione, esperienza, attitudini, un minimo di cultura, onestà,  la famosa trasparenza, un passato e un presente da moglie di Cesare e qui, nel Paese del cui bene ci si preoccupa, chi c’è?
Fatta la domanda ,“diamoci la risposta”.