Due anni sono trascorsi dall’ultima volta vissuta “in presenza”. L’Azione Cattolica diocesana sentiva assolutamente il bisogno e la necessità di dire il proprio “Sì!”, come Maria, tornando a respirare pienamente, e non solo virtualmente, l’aria familiare di fraternità e di comunione che sono proprie della Festa dell’Adesione, che si celebrerà domani sabato 27 novembre, ore 17, nella chiesa SS. Annunziata di Durazzano, alla presenza del vescovo mons. Giuseppe Mazzafaro che presiederà l’Eucarestia. Sarà un momento intenso di festa e di gioia. E per provare a vivere questo momento ancora di più al meglio, il Consiglio Diocesano di Ac ha pensato di dare la parola, in questi giorni, ad alcuni protagonisti dell’AC nella responsabilità diocesana di ieri e di oggi, in interviste doppie (in stile “Le Iene”) pubblicate nel corso di quest’ultima settimana sulla pagina fb dell’AC diocesana. “Siamo assolutamente consapevoli – affermano in una nota i componenti del Consiglio Diocesano – che il tempo che abbiamo di fronte, comprensivo anche del tempo del Sinodo, ci chiede di assumere una postura agile e perseverante, quella del pellegrino, dove il carico deve essere essenziale e leggero e dove il giusto desiderio di raggiungere la meta non deve prevalere sul gusto del camminare insieme con uno sguardo attento e in ascolto, generoso ed entusiasta”.

“Uniti, anche se distanti” per l’Azione Cattolica non è mai stato solo uno slogan opportuno ed efficace, nato l’anno scorso per contrastare l’avanzata della pandemia, ma ha da sempre significato costruire delle relazioni talmente solide da non temere ostacoli nemmeno dalle distanze chilometriche e oceaniche. Questo perché quel “sì!” di appartenenza all’AC viene detto ogni giorno attraverso la cura e l’attenzione alla persona nella sua totalità, attraverso la cura e l’attenzione ad ogni persona così com’è nella sua autenticità e in ogni ambito della vita. Un’attenzione e un prendersi cura verso tutti che è propria di una famiglia. “E’ questo il contributo che, ogni giorno, l’AC vuole provare a dare – conferma in una nota l’AC diocesana – mettendoci in ascolto della realtà per offrire un contributo per vivere il presente, a partire da quell’ “Eccoci!”, in cammino verso tutti, in particolare verso chi fa più fatica, che, sicuramente tra mille fatiche, proviamo a pronunciare quotidianamente”.