Quando qualcuno ci parla, capita spesso che nella nostra testa stiamo già preparando la nostra risposta… Capita anche di interrompere l’interlocutore per un imminente bisogno di dire la propria ragione, senza ascoltare, invece, quella di chi abbiamo di fronte.

Ma spesso capita anche l’inverso e cioè che la persona con cui stiamo parlando fa lo stesso con noi, più che un dialogo sembrano due monologhi, ognuno chiuso nelle proprie verità.

Il problema è che noi confondiamo “il sentire” con “l’ascoltare”. L’ascolto non è meno importante del parlare; “ascoltare” non è solo l’attesa nell’aspettare il proprio turno per prendere la parola, né stare in silenzio e annuire. Ascoltare una persona è un’arte che coinvolge non solo l’udito, ma tutti i nostri sensi e le nostre emozioni. Significa piuttosto essere in ascolto delle emozioni che l’altro vuole comunicare, anche se non siamo d’accordo.

Non si ascolta semplicemente per rispondere, ma per aiutare, per comprendere, per apprendere e per crescere.

Per diventare ottimi “ascoltatori” basta seguire alcune semplici regole come offrire la massima attenzione, lasciando fuori i nostri problemi; sospendere il giudizio, per poter ascoltare con il cuore aperto per accogliere la persona così com’è; osservare l’altro non solo con le orecchie ma bensì vedere come si muove il suo corpo, ascoltare il tono della sua voce ed osservare il suo sguardo; ma soprattutto ricordarsi sempre che non è una gara a chi risponde meglio e prima, perchè in fondo non si vince assolutamente nulla!