(Serenella Rullo) – Annamaria era una donnina non molto alta, magra magra, con tante rughe sul viso sottile. Non si conosceva la sua età… Era sorridente e piena di energia.

Portava sempre le maniche dei vestiti rimboccate: di lavoro faceva la lavandaia. Nei giorni prestabiliti passava per la case, dalle signore bisognose del suo aiuto, e ritirava i panni da pulire. Andava alla fontana grande, d’inverno e d’estate. Li riportava ben piegati e profumati di fresco. Non so come facesse. Mia madre aveva sempre parole gentili e buone cose da mangiare per lei.

Armando, un omone, aveva un grande carretto sul quale trasportava lucenti e trasparenti “tronchi” di ghiaccio. Si fermava, di porta in porta, e vendeva a pezzi la preziosa merce che serviva a tutti, per tante cose: «Cinque lire di ghiaccio…». Nascevano granite, si metteva il vino in fresco, si combatteva un po’ il caldo dell’estate. Quattro chiacchiere e Armando riprendeva il suo giro.
Luigi, che aveva le spalle curve per il suo gravoso impegno, saliva all’ultimo piano del palazzo per cominciare a raccogliere, nel sacco che portava e che diventava  sempre più  pesante scendendo, la “munnezza“.
Quando bussava alla nostra porta, mia madre, manco a dirlo, gli offriva un caffè  o un bicchiere d’acqua fresca. Luigi completava la raccolta e consegnava tutto al camion che attendeva sulla strada.
Roberto, giovane e intraprendente postino, molto atteso soprattutto dalle ragazze, suonava ai campanelli di chi doveva ritirare la posta e l’interessato/a scendeva. Non mancavano commenti e aggiornamenti… Poi se ne andò in America.
Don Nicolino (che già  conosciamo) serviva i suoi clienti anche “a domicilio ” e la sua presenza, oltre che utile, era una festa. E Cecilia! Ci consolava con il suo latte, ancora tiepido di mungitura, prezioso, contenuto nell’inconfondibile bidone di alluminio.
Oggi. Vado a togliere i panni dalla lavatrice, prendo quello che voglio dal frigorifero, faccio la raccolta differenziata, scrivo sul tablet, vado dal parrucchiere, bevo latte più  o meno magro…
Tutto più  comodo, veloce , sbrigativo. Impensabili e anche ingiusti i pesanti lavori di un tempo. Ma, ogni tanto, io ricordo Annamaria, Armando, Roberto… E mi sento un po’ sola.