(Luciaelisa Luongo) – Manca sempre meno e la campanella scolastica richiamerà anche quest’anno gli studenti a iniziare un nuovo viaggio. Il suono che avvolgerà tutte le città, provoca dentro ogni studente emozioni diverse.

Pochi di loro dormiranno la sera precedente, ansiosi di ciò che li attende in questo nuovo viaggio,  mentre altri sono felici di riprendere la loro routine, magari insoddisfatti dell’estate trascorsa. La mattina, ecco che il ritmo della sveglia provoca ansia ma anche euforia, e dopo essersi preparati accuratamente si dirigono davanti a quel grande portone.

Rincontrano i vecchi e cari compagni di classe con i quali si scambiano esperienze soddisfacenti o infelici della propria estate e i professori, dopo aver accolto gli alunni con un sorriso, aprono il nuovo scrigno” di argomenti che affronteranno durante questo lungo cammino.

Per alcuni si tratta del primo giorno da liceale e ciò li impaurisce di non essere in grado o  non essere accettati, ma allo stesso tempo sono stimolati a sperare in un raggiante orizzonte. Sono anche presenti coloro che staranno per vivere il loro ultimo primo giorno di scuola, malinconici per i ricordi che li avvolgono e il timore del fatidico esame di maturità.

In Italia esistono più di 41 mila sedi scolastiche e i ragazzi che frequentano le superiori,  sono circa 2 milioni e 500mila tra tutti gli indirizzi.

Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” declama Dante nel  canto XXVI dell’Inferno. Difatti andare a scuola deve essere considerato un diritto, un dovere e un piacere poiché la conoscenza è il più grande dono che ci riserva questo luogo. Significa poter affermare se stesso nel mondo ed esporre,anche, argomenti scolastici a un amico che non li ha studiati.

Molti ragazzi nel mondo però a causa della guerra o della povertà non possono andare a scuola. O, in altre aree, le ragazze non hanno il diritto di studiare come ne è esempio Malala Yousafzai, la ragazza pachistana che ha rischiato di perdere la vita per aver rivendicato il diritto all’educazione anche per le bambine. Lei sostiene “Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo!”.

Andare a scuola significa poter utilizzare come arma i libri ma non come violenza, ma libertà e affermazione. Il primo giorno di scuola significa sentirsi soddisfatti di aver scelto l’indirizzo scolastico che attira e le materie che appassionano. Rivela iniziare a costruire il proprio futuro. Ma soprattutto ogni ragazzo deve rendersi conto che per quanto l’esame di maturità sia un mostro da affrontare, bisogna avere la forza di essere coraggiosi, si sta diventando adulti. Buon nuovo anno scolastico a tutti!