Carissimi, siamo costretti, nostro malgrado, a un Natale inedito, come mai era capitato ai nostri genitori o nonni, che pure avevano vissuto l’incubo della guerra. Nei momenti difficili potevano infatti abbracciarsi, stringersi ai vicini, chiunque essi fossero, per infondersi coraggio e trarre forza gli uni dagli altri; il nemico era visibile, percepibile, e perciò anche esorcizzabile. Noi invece, poiché non riusciamo a vederlo, rischiamo di avvertirne la presenza anche dov’esso non è: soprattutto, finiamo per vederlo negli altri, che perciò, prima di ogni altra cosa, diventano un possibile pericolo. La salvezza non è – come dovrebbe essere – nella prossimità, ma nella distanza, e questo potrebbe rinchiuderci in noi stessi anche quando la pandemia sarà – si spera – soltanto un brutto ricordo.

In questo clima così difficile, il Signore si fa comunque vicino, viene ancora una volta tra noi, da noi vorrebbe essere accolto nei nostri fratelli: perché è nel volto dei fratelli più piccoli e bisognosi che noi scopriamo il suo volto e tutto ciò che avremo fatto a loro l’avremo fatto a Lui (Mt 35,40). Quanto importante è, allora, la fantasia dei piccoli gesti, che siamo invitati a inventare per farci vicini alle persone sole, a quanti sono sfiduciati o vivono nel bisogno. Ma come fare, mi chiederete, se non è consentito incontrarci? Neppure io lo so con esattezza: il telefono – al riguardo – è certamente uno strumento utile… Altre iniziative potrà suggerircele, per l’appunto, la fantasia dei piccoli gesti. Sarei contento, anzi, di sapere da voi cosa avrete saputo escogitare per rendere meno difficile la solitudine di tanti; potrete quindi comunicarmi le vostre esperienze all’indirizzo mail: ucs@diocesidibenevento.it.

Vi auguro, di cuore, Buon Natale e di vero cuore, tutti, vi benedico!

                                                                                                                                                     † Felice vescovo