Benevento è una città che ha saputo esprimere, da sempre, un  profilo di grande originalità, distinguendosi dal resto della regione campana, e dall’insieme del Mezzogiorno stesso, non solo per la orgogliosa affermazione delle sue più lontane radici di popolo e di comunità, ma anche per un’autonomia culturale che non l’ha mai resa supinamente soggiacente né a Roma, durante tutto il periodo della sua condizione di ‘enclave’ pontificia, né a Napoli in vari momenti della sua condizione di capitale del regno meridionale.

L’autonomia beneventana, sul piano culturale, comincia ad esprimersi nelle sue origini più lontane, nel privilegiamento del culto di Iside, ad esempio, e, in seguito, nel Medioevo, con l’additamento di quei primordi e di quelle premonizioni esperienziali, ad esempio, di Santa Sofia, che avrebbero giustificato il giudizio successivo espresso da un Cennini che guarda a Giotto, del ‘volgersi della pittura di greco in latino’.

E, dal Medioevo, a seguire, nel corso dei secoli, sarebbe stato sempre nel segno di un’autonomia propositiva il contributo fornito da Benevento alla pratica artistica, non mancando questa città di saper esprimere anche personalità come quella del Raguzzini, beneventano ad honorem, che avrebbe saputo dettare, extra moenia, a Roma, ad esempio, il verbo di una vivacità architettonica rococo profondamente innovativa.

Con l’Ottocento e, grazie ad Achille Vianelli, ed alla sua azione formativa, si sviluppa una vera e propria ‘scuola’ di pittura locale, della quale uno dei più intensi interpreti sarà  Gaetano De Martini.

Poi, di qui alla grande personalità di Nicola Ciletti, nel primo cinquantennio del ‘900, il passo è breve ed intorno a Nicola ed a Fryda Ciletti – che promuovono un luogo di dibattito sull’arte – si animerà un cenacolo artistico di primissimo ordine, fortemente avvertito delle novità internazionali più significative, come quella, ad esempio, dell’ingresso stesso dell’arte americana all’interno delle prammatiche creative del ‘900, a seguito della mostra dell’ ‘Armory Show’ del 1913.

Nel secondo cinquantennio del ‘900, Benevento continuerà a proporre il suo profilo di originalità e di attenzione marcata alla innovazione: in proposito motore di grande valore sarà il Liceo Artistico creato nel capoluogo sannita; ma occorre prestare attenzione anche alla proiezione internazionale, che si manifesta, ad esempio, con i  decisivi contributi beneventani alla promozione della corrente ‘transavanguardistica’.

A questa vocazione di ampio respiro della città, storicamente modellata su un gradiente di intelligenza propositiva e di serena autonomia di progetto, ha saputo orientare il proprio indirizzo operativo lo spazio di ‘Arte/Studio Gallery’, che ha mirato a proporsi come un luogo in cui apparisse ben chiaro che la presentazione di mostre espositive di opere d’arte dovesse trovare una sua propria e convincente ragione e non essere il frutto di una casualità occasionale.

Il suo creatore, Mario Lanzione, è, infatti, personalità ben addentrata nel mondo dell’arte sia come creativo, egli stesso in prima persona, sia come organizzatore.

Ecco, allora, che ‘Arte/Studio Gallery’ provvede ad introdurre in città una serie di eventi espositivi che mirano a suggerire l’opportunità di nuove suggestioni creative, traendo spunto da ricerche d’artisti che si muovono sul terreno d’una pratica creativa elettivamente  aniconica e indirizzata lungo un abbrivio di stampo sostanzialmente ‘astratto-informale’, capace di dar vita ad una vera e propria aggregazione definita di ‘Astrattismo totale’.

Si crea, insomma, intorno al polo di ‘Arte/Studio Gallery’, un interesse che è di pubblico – che trova un luogo di intelligenti sollecitazioni culturali – ma anche di artisti che hanno la opportunità di mettere a confronto le proprie opere, suscitando un dibattito critico da cui nascono fecondi suggerimenti di ulteriori obiettivi di ricerca.

Tutto questo, occorre anche aggiungere, lasciando impregiudicato l’orientamento ‘astrattista’ della Galleria, impedisce che lo spazio diventi un luogo stilisticamente autoreferenziale, attento unicamente a se stesso ed incapace di cogliere le istanze di proposte innovative e sperimentali, rivolgendolo, piuttosto, a svolgere una funzione di volano artistico in città, grazie anche al suo impegno di promozione d’un dibattito più ampio che si espande dalla dimensione propria delle arti visive per abbracciare anche altri campi del sapere.

Introduciamo, in tal modo, quello che emerge di prepotenza come un altro aspetto importante che distingue la ‘politica’ di ‘Arte/Studio’: di saper diventare cioè – negli appena tre anni di vita che ha appena compiuto – un punto di riferimento del dibattito tout-court, un luogo in cui, cioè, non ci si limita a disporre quadri alle pareti o sculture nello spazio, ma in cui si procede, innanzitutto ad un incontro tra pubblico ed artisti, tra pubblico ed opere ed in cui si rende possibile un effettivo ed efficace scambio di idee, all’interno di un ragionamento che, muovendo dalla sollecitazione visiva, sappia abbracciare la cultura nel senso più ampio della parola, un luogo che non è presieduto dal cicaleccio salottiero, ma dalla robustezza delle argomentazioni e dalle rilevazioni critiche, che l’occasione di discussione di volta in volta suggerisce.

Se si valuta che tutto ciò avviene nei territori della cosiddetta ‘Campania interna’, l’osservazione della preminenza attribuita al dibattito assume un valore ancora più ampio e costituisce giustificazione di quella proiezione di successo che la ‘Gallery’ ha saputo man mano conquistarsi non solo a livello regionale, ma, più ampiamente, a livello nazionale ed internazionale.

Ad offrire testimonianza di ciò provvedono, d’altronde, i nomi delle personalità d’artisti che hanno esposto negli spazi di ‘Arte/Studio Gallery’ nel corso di questi anni, personalità che hanno suscitato intorno a sé l’interesse e la sollecitazione di un fecondo flusso di idee.

Un capitolo importante della azione di intervento di questa galleria beneventana è stato quello inaugurato con la tornata delle rassegne di ‘Primo vere’ annualmente ripetute con puntualità di scadenza.

Il titolo stesso di questi appuntamenti indica la disponibilità al rinnovamento ed alla rinascita e gli artisti, di caratura nazionale ed internazionale, che ne hanno costellato le tornate, dimostrano, con la propria partecipazione, che l’azione propositiva di ‘Arte/Studio Gallery’ ha saputo intercettare un bisogno ed esprimerne le ragioni.

Ciò che, infatti, si è potuto apprezzare, grazie all’azione svolta fin qui dal centro diretto da Mario Lanzione, è che si è riusciti a creare intorno all’esposizione creativa un interesse che allinea, in unità di proposta, la consistenza obiettiva dell’esperienza storica con la sollecitazione più immediata e producente  del nostro presente.

Ed è così che, a fianco di maestri ‘storici’, come Cassinari, Cavellini, Giacometti, Guerricchio, Spinosa, Zigaina, Dova, Spinosa, Barisani, Emblema, Treccani, senza dimenticare la presenza di molti artisti stranieri tra cui ricordiamo Alaa Eddin, Hascizume, Caignard, El Torky, Glaser, Bennet ed altri, hanno trovato posto e ragione estetica anche esponenti della ricerca più recente, come Bova, Cipriano, Donzelli, Fermariello, Navarra, personalità impegnate in un lavoro di messa a punto di nuovi linguaggi e strategie espressive.

Occorre ancora mettere in evidenza il tema dell’attenzione  di questo spazio beneventano a porsi come punto di riferimento per molti giovani esordienti ed operanti sul territorio: qui le giovani leve trovano ascolto ed un’opportunità di confronto e di misurazione delle capacità, animandosi, così, la ‘Gallery’ come prezioso riferimento sociale.

Tutto ciò non è poco.

Oggi, l’esperienza di ‘Arte/Studio Gallery’ diventa motivo di analisi da parte degli studiosi d’arte e modello d’organizzazione al quale si guarda da molte parti con interesse per la formula adottata e per i successi ottenuti.

SI INAUGURA ALLE ORE 18,30 DI GIOVEDI  08 OTTOBRE 2015, ALL’ ARTE/STUDIO – GALLERY  DI  VIA SANT’AGOSTINO, 15 DI BENEVENTO, CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI  MARIO LANZIONE