Si fa spesso confusione negli ultimi mesi tra il modus operandi dell’Isis e quello di Al Qaida, che abbiamo “imparato” a conoscera già da un bel po’ di anni. Un’assimilazione che non è per niente corretta né dal punto di vista semantico né da quello storico-concettuale.

Per quanto possiamo associarli in realtà sono due organizzazioni molto diverse, e anche in competizione tra loro per la supremazia nel mondo jihadista globale. In comune hanno l’obiettivo, le finalità: la creazione di uno Stato islamico su modello di quello creato da Maometto e dai suoi successori. I metodi e le tecniche di persuasione per attrarre a sè combattenti sono nettamente in divergenza.

Al Qaida, organizzazione sunnita, muove i primi passi agli inizi degli anni novanta, fondata da Osama Bin Laden, dopo la sua morte guidata dal medico egiziano Ayman al Zawahiri. Per ottenere il consenso della popolazione civile la strategia perseguita in questo primo periodo è chiara: colpire il nemico, gli Stati Uniti, attraverso attacchi terroristici (basti pensare all’11 settembre) in modo da spingere la più grande potenza del mondo e i suoi alleati a intervenire, in risposta all’attacco subito, nei paesi arabi, e a portare la popolazione locale a unirsi con i qaidisti per ristabilire lo status quo. Così si sarebbe dovuti arrivare secondo le menti di Al Qaida alla formazione di uno stato islamico. Nelle sue azioni terroristiche non ha mai colpito il mondo sciita, per timore di innescare una deflagrazione nel mondo musulmano.

L’Isis parte da una concezione diversa, ossia che lo Stato islamico sia già esistente, e che ogni musulmano dovrebbe accorrere in sua difesa. E a differenza di Al Qaida, ha avuto come primo obiettivo gli islamici eretici, cioè gli sciiti in Iraq e gli sciiti alawiti in Siria. L’acronimo Isis significa Islamic State of Iraq and Syria, il gruppo è chiamato anche DAESH, al-Dawla al-Islamiya fi al-Iraq wa al-Sham, secondo alcuni traduttori vuole dire “Bigotti che impongono le proprie visioni” in modo da evitare il coinvolgimento dell’intero mondo musulmano.

Il nucleo originale dell’Isis nasce in Iraq nel 2004, dopo l’abbattimento del regime di Saddam Hussein da parte degli USA, in questo periodo di transizione si formano così organizzazioni ostili al nuovo corso sciita dato al Paese. Emergono le differenti opinioni tra Al Qaida e il leader giordano Abu Musab al-Zarqawi. Nel 2006, Zarqawi muore in un raid aereo, e la guida di quello che nel frattempo si è autoproclamato Stato islamico dell’Iraq viene presa da Abu Omar al-Baghdadi e successivamente passa nelle mani di Abu Bakr al-Baghdadi, attuale leader. Nel 2011 il gruppo sovrasta del tutto Al Qaida, e riesce ad affermarsi grazie anche al caos che regna in Siria, un guerra interna tra i sostenitori del regime di Assad e i ribelli. I combattenti di Al-Baghdadi entrano nel paese e nel 2013 riescono ad annettere al loro territorio anche una gran parte della Siria, da quel momento in poi il gruppo prende il nome di Isis.

Il 29 giugno 2014 Abu Bakr al-Baghdadi all’interno della grande moschea di al-Nuri a Mosul comunica con un discorso di 15 minuti di essere il nuovo califfo di un’entità sovranazionale senza più confini tra Siria e Iraq. A marzo anche i terroristi nigeriani di Boko Haramgiurano fedeltà nella prosperità come nelle difficoltà” a Isis.

Una delle differenze più marcate tra Isis e Al Qaida sta proprio nella capacità di calatizzare a sè attraverso la propaganda buona parte della popolazione e anche di cittadini stranieri, tecnicismi che Al Qaida non ha mai fatto suoi.

In molti casi, giovani musulmani di seconda e terza generazione che si sentono emarginati e discriminati dalla società occidentale in cui sono cresciuti, che non hanno assimilato il tessuto valoriale del loro paese, che vivono profondi disagi economici e sociali si lasciano facilmente persuadere dal Califfato, diventando Foreign Fighters.

L’Isis ha puntato molto su una forte strategia comunicativa, su uno uso esperto degli strumenti informatici e dei social network, attraverso i quali reclutano sempre più giovani.

Inoltre, il sostenimento economico di entrmabi i gruppi è abbastanza diverso. Al Qaida poteva contare sulla risorse economiche dello sceicco Bin Laden, lasciando stare per ora le varia teorie sugli appoggi e sulle amicizie dello sceicco negli anni precedenti con note famiglie statunitensi. L’Isis dispone di ingenti risorse anche per il solo fatto di possedere un territorio, poi fino a qualche tempo fa, denuncia il Guardin, il Califfato percepiva donazioni bancarie dai sostenitori. Poi il sostentamento economico deriva anche dallo sfruttamento dei diversi beni conquistati sul campo, come quello dei giacimenti petroliferi e di gas, e dal sistema di tassazione nei paesi occupati.