All’interno della sala delle Conferenze del prestigioso Museo Archeologico di Napoli, lo scrittore Maurizio de Giovanni ha presentato il suo ultimo romanzo dal titolo “Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone” .  

Abilmente accompagnato nella presentazione dalla giornalista Anna Copertino, l’autore, con stile affabile e finemente dialettico, ha presentato il suo ultimo lavoro evidenziando il legame con le vicende poliziesche già narrate nell’altro suo racconto “I bastardi di Pizzofalcone.  La specificità della narrazione evidenzia quasi un condizionamento e un  prendere  le mosse da una storia d’ amore fra due giovani, da un incontro di una notte che finisce con il percorrere la storia di una vita, fino a condizionare  una parallela indagine sull’aggressione violenta subita da uno sconosciuto che entra in coma senza che si possa, nell’immediato, identificarlo.

Dell’indagine sulla tragica vicenda vengono incaricati i “Bastardi” che finiscono con il riconoscere, nell’aggredito, un americano in villeggiatura a Sorrento con la sorella e la madre, ex diva di Hollywood ora affetta  da Alzheimer. Subito risulta chiaro che la vicenda è strettamente collegata a fatti avvenuti molti anni prima, in un incrocio fra passato e presente e in un continuum che svelerà, tra le molte vicende personali dei poliziotti di Pizzofalcone, un segreto custodito per cinquanta anni e inabissatosi insieme ad una storia d’amore e sacrificio.

Storia criminale che sembra quasi una storia d’amore e che l’autore ha voluto presentare leggendo  alcuni brani  del suo libro. Convincente l’interpretazione del suo scritto che, grazie ad una lettura appassionata e coinvolgente , ha condotto i presenti nelle pieghe della vicenda narrata, all’interno dei luoghi e dei sentimenti che agitano due giovani innamorati ben decritti nell’aprirsi della storia nelle prime pagine del libro.

Vicenda, quella da lui narrata, che ti prende e ti spinge a scrivere come sempre accade a chi racconta qualcosa; “le storie ti sgambettano” ha sottolineato ,  “ ti scelgono” e, seguendo le parole di Andrea Camilleri,”lo scrittore deve seguirle senza opporsi” , la scrittura, è stato evidenziato, è “un cielo infinito che accoglie chi lo cerca”.  Per chi scrive, ha continuato, il raccontare è simile al seguire un labirinto da cui non si può fuggire, quasi che i luoghi, i personaggi e le loro storie pretendano di essere descritti e raccontati ‘ perché il mondo sappia’ e possano così divenire reali.

Spesso anche gli oggetti ti parlano, come accade nella storia ad una sciarpa, piena di pelucchi che riempiono la bocca e che smorzano le parole pronunciate da chi la indossa, ma quasi protagonista essa stessa, nel dialogo fra il poliziotto impegnato nell’indagine e la padrona di una locanda cui vengono poste domande rese spesso incomprensibili proprio “dall’ingombro” della sciarpa.

Souvenir, racconta de Giovanni, come  anche altre sue storie, trova ambientazione nella Napoli e nei suoi dintorni e, nello specifico, racconta di come, incredibilmente,  l’ambiente di una sua narrazione precedente, abbia trovato spazio  nel monumentale Palazzo dello Spagnuolo, ubicato in via Vergini nel rione Sanità, laddove,  50 anni fa, Vittorio Gassmann recitò nella commedia “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo e stesso luogo nel quale Alessandro Gassmann, suo figlio, vive alcune scene dei “Bastardi” nella parte dell’ispettore Giuseppe Lojacono, capo di un gruppo di agenti di Polizia  che non ha scelto e che sono stati ritenuti indesiderabili da altri distretti di polizia.

Storia dunque avventurosa e intrigante che potrebbe essere portata sullo schermo come già avvenuto per gli scritti che lo hanno preceduto e che, l’autore si augura, possa trovare come interpreti, un cast di attori, quasi tutti napoletani, che come per il passato, ben hanno incarnato i tratti caratteriali e lo spirito dei personaggi del de Giovanni.

La presentazione del libro è stata seguita, partecipata e apprezzata da un folto pubblico fra cui giornalisti, scrittori, musicisti e amanti della buona scrittura e delle trame poliziesche.