La categoria dell’ “uscita“ è propria del Dio cristiano che, per amore della creatura, sceglie di uscire da se stesso, si decentra, non fa più centro su se stesso ma pone il centro nell’altro. È questo che si è vissuto nei giorni scorsi con le iniziative organizzate dall’Ac locale e dalla Parrocchia. Incontri che hanno visto la presenza di due ospiti speciali.

Maria Venditti di Solopaca, sociologa ed attivista dei diritti per l’indipendenza delle persone con disabilità, che ha parlato con non poca fatica della sua vita, mettendo sul “piatto” tutti gli imprevisti che ha dovuto affrontare con la sua disabilità, ma che con l’aiuto costante della famiglia, degli amici e delle persone, che ha e che incontra nella sua vita, non prova fatica nel superare. “Vivo senza mai pensare alla mia disabilità, è questo il segreto – dice Maria – solo dopo mi rendo conto che i miei limiti se valutati non mi permetterebbero una vita facile”. Maria è una ragazza che ama viaggiare e conoscere. Ama confrontarsi con chi non ha pensieri felici, cercando di capire cosa si nasconde dietro quell’infelicità. Crediamo che la disabilità maggiore dei nostri tempi è il dialogo. Fondamentale per una società che vuole evolversi, per una famiglia che non vuole smettere di amarsi, per una comunità che prende ad esempio l’unico idolo della sua vita: Gesù.

Ospite anche Fabio Della Ratta, street artist e grafico in arte Biodpi, che non rinuncia mai a colorare la vita degli altri. Presente con alcuni ragazzi richiedenti asilo e rifugiati (Moussa, Gassim e Momudou, per citarne alcuni), che, tra emozioni e silenzi,hanno raccontato il loro viaggio verso l’Italia, che stentiamo sempre a credere vero, date le tristi storie che sentiamo, ma che purtroppo sono storie vere. L’impegno di Fabio, che lui non definisce per niente tale quello stare accanto a chi prova a risentirsi uomo (intesto come specie), è un esserci senza parole. Fabio non chiede. Fabio c’è. Sa come farlo e chi è con lui sa come ringraziarlo. Attraverso l’arte, la street art mette insieme lingue diverse, culture e religioni opposte. Crea unioni e ponti di fraternità. Membro dell’Associazione “L’Agorà” di Dugenta, ha organizzato corsi di texture e altri laboratori ricreativi per i ragazzi dei CAS locali. Non smette mai di essere fratello e amico di tutti e la sua presenza e le sue parole, nella semplicità di chi agisce senza voler meriti, lo hanno dimostrato nella piazza adiacente la chiesa di S. Pietro Apostolo, dove insieme ai ragazzi hanno realizzato due pannelli, con le loro storie e che hanno regalato alla comunità moianese.

Il nostro non è stato solo un momento di ascolto e di condivisioni di idee, ma è stato soprattutto un esserci in un momento delicato per il nostro paese, per la nostra comunità che affronta la dura realtà di un’oasi di pace che si trasforma in una piazza caotica, dove c’è chi deve comandare di più, dove il silenzio è rotto da spari, da petardi o da lotte tra cosche, dove c’è l’interesse ad una lampadina piuttosto che ad una famiglia bisognosa. Essere di azione cattolica non vuole solo dire “laici impegnati accanto alla chiesa”. Aderire all’Azione Cattolica, scelta mai obbligata, ma volutamente fatta dai soci, vuole significare e dire di essere cittadini che, da cristiani cattolici credibili, intendono dare il proprio contributo alla società. Esserci non per hobby, ma perché credenti con in testa una sola verità: Gesù.