Daniele Piro

di Daniele Piro

È dura commentare l’ennesima sconfitta soprattutto se si è ancora sopraffatti da Morfeo che oggi mi farà compagnia, visto il rientro notturnissimo nelle lande padane. Ma ci proviamo lo stesso a commentare l’ennesima saga degli orrori/errori andata in onda in questo mese novembrino che recita, ad oggi ZERO e sottolineo ZERO punti ottenuti ed una squadra che è passata da un virtuale possibile primo posto al lato destro della classifica. Avviso ai naviganti ed ai mestieranti; finitela di parlare di play off e/o promozione o a guardare e commentare i risultati di Brescia, Lecce e compagnia cantando sperando in loro passi falsi. Qui dobbiamo seriamente cominciare a preoccuparci di Cosenza, Spal, Alessandria e di una squadra che sembra sempre più alla deriva in balia delle onde. Se chi scende in campo pensa di fare un sol boccone dell’avversario perché abituato ad altri palcoscenici o per il nome che porta scritto sulle spalle è meglio che cominci a darsi una regolata, a capire i propri limiti ed a cacciare le unghie e la fame per evitare di trovarsi impelagato in situazioni di classifica a cui non si è abituati che potrebbero condurci verso un baratro senza fondo. Partita degli orrori e degli errori. Pronti via e come spesso succede siamo già sotto. Chiamatelo tiro della domenica, traiettoria impazzita, pallone telecomandato, ma sta di fatto che Paleari si fa uccellare in malo modo denotando un evidente errore di piazzamento. Mancherebbe un intera partita per rimettere le cose a posto ma la prestazione, quella tanto decantata da Caserta nelle interviste post match, da sola non può bastare se non si raggiunge lo scopo principale del calcio ovvero: S’EDDA VUTTA’ U PALLON A DIND !!!!!!

Il volenteroso Pisa, falcidiato da infortuni e squalifiche (è bene ricordarlo), è apparso tonico nei primi 20 minuti con ripartenze micidiali che potevano farci male; poi la foga dei padroni di casa è andata via via scemando, ma siamo stati capaci di produrre nella prima frazione un tuffo carpiato del napoletano assolutamente ridicolo e giustamente premiato col giallo, e due belle parate di Nicolas su una conclusione centrale da dentro l’aerea ed un colpo di testa di Ionita. Nel mezzo 40 minuti di sterile giro palla con sovrapposizioni inutili di Letizia e Foulon fin quando è stato in campo. Mi chiedo a cosa serva far arrivare due terzini sul fondo se poi ridanno palla indietro visto che in area ci sono Sau, Insigne e (poi) Lapadula? Bisognerebbe cercare di sfondare e verticalizzare per vie centrali, ma la lentezza di Calò o i 30 metri di palla portate per il campo orizzontalmente da Insigne non lo permettono. La ciliegina sulla torta è stato il cambio ad inizio ripresa che di fatto fa bruciare uni slot che poteva venire utile più avanti. Farlo direttamente negli spogliatoi non era meglio? E poi perché far uscire Ionita? Appena uscito lui è finito anche il tentativo di costruzione del gioco e si sono cominciati a vedere i lanci lunghi da Barba verso Lapadula con il centrocampo saltato, oltre a ridare un po’ di vigore al Pisa che ha avuto meno dighe per provare a ripartire, soprattutto verso il finale di match. Non sta a me dire se la squadra è costruita male o se il “manico” è in momento confusionale, visto che anche ieri è stata schierata l’ennesima differente formazione, però un po’ di considerazioni le voglio fare partendo dalle dichiarazioni Societarie che dicevano che questo doveva essere un anno di transizione, assestamento e valorizzazione di alcuni giovani o di alcuni giocatori già nella rosa giallorossa. Benissimo, ma allora perché non far giocare Talia che aveva dimostrato di avere molta confidenza con il pallone? Perché anni fa si è andati a prendere, pagandolo uno sproposito, Moncini (acquisto inutile visto che il campionato si era già vinto a Natale) se poi non viene chiamato in causa e si mette dentro Di Serio? Perché preferire giocatori adattati (Elia o Improta terzini) a giocatori di ruolo se questi ultimi non giocano nemmeno quando dovrebbero? Che sono stati presi a fare? Di chi sono le colpe di un mercato che oggi ci propone giocatori “anonimi”? Di chi sono le colpe di aver rinnovato da poco un contratto ad un giocatore poco amato dal pubblico mentre un altro, più carismatico, è ancora sui carboni ardenti per un rinnovo che non arriva? E poi, consentitemi di scriverlo, ma a questa squadra manca un vero leader, uno che sferzi i compagni in campo e negli spogliatoi, che dia la carica e pigli tutti per i cravattini nel momento buio. Manca dai tempi di Lucioni ed è inutile girarci intorno. Le frasi post partita fatte di “buona prestazione, siamo convinti dei nostri mezzi, dobbiamo continuare a lavorare” sembrano solo un disco rotto e ripetitivo che non fanno più breccia nemmeno in quello zoccolo duro tante volte evocato come ultimo baluardo di un tifo che mestamente si sta assopendo sperando nella scintilla, nel colpo ad effetto e non voglio usare il termine miracolo perché a quel punto significherebbe essere davvero arrivati all’ultima spiaggia.