Daniele Piro

di Daniele Piro

Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Auspicavamo tutti di calare il tris per poter stabilizzarci lassù nell’elite della classifica ed il tris sofferto è arrivato. Poco ci è mancato che Tedino, il sannita di via Mario La Vipera, venisse a fare il profeta in Patria e rovinare la festa a quella Strega da lui acclamata da ragazzo sui gradoni del Meomartini.

Un avvio veemente quello dei giallorossi, con un approccio molto differente dagli inizi un pò molli e disattenti a cui eravamo abituati; calci d’angolo a gogo collezionati, sintomo di una spinta costante che però ha trovato nel pipelet ramarro un muro invalicabile. Centrocampo ormai consolidato, supportato dall’inedita coppia di terzini Elia e Masciangelo e dall’altra coppia centrale confermatissima Barba – Vogliacco con Glik costretto a fare da spettatore. Apro e chiudo parentesi sul polacco: fischiare un giocatore che indossa la maglia della Strega lo trovo di pessimo gusto, anche se il suo rendimento è stato a dir poco scadente da quando è arrivato nel Sannio. Ci si aspetta da lui il top, visto anche il lauto stipendio che percepisce ed il curriculum internazionale che lo accompagna, ed è giusto far notare le sue carenze e le sue cappellate (anche ieri appena entrato si è esibito in un assist di petto che per poco non mandava in porta un avversario), ma personalmente fin quando un giocatore indosserà la casacca giallorossa, forte o scarso che sia, se chiamato in causa nei 90 minuti, avrà sempre il mio sostegno durante l’incontro. Forse l’unico appunto che posso rivolgere all’ex Monaco è che avrebbe quantomeno potuto fare pubblica ammenda dopo il gestaccio che gli è costato le tre giornate di squalifica. E non mi venite a parlare di paragoni con Ciciretti, fischiato anche lui, perchè un conto è venire a giocare da avversario dopo aver lasciato il Benevento in maniera quasi furtiva, ed un conto è fischiare un nostro giocatore. Di sicuro, se avrà un briciolo di coscienza, non si sentirà più così tranquillo visto che è stato relegato a semplice comprimario dopo i suoi fasti in Champions League che dovrà farlo riflettere su cosa vorrà fare da grande.

Detto questo, torniamo al match che ha visto man mano il Pordenone salire di tono ed assestarsi dopo i primi 15 minuti in totale apnea. Un errore in uscita ad inizio ripresa sembrava il preludio alla classica Domenica storta con i ramarri in vantaggio. Solita incursione dalla fascia con scarico in mezzo l’area per il goal in solitaria di Butic. La Strega ha avuto il compito di non scomporsi e poco dopo ha piazzato il micidiale uno-due targato Elia/ Di Serio subentrato ad Acampora. In occasione del goal del giovane Nazionale under 20 non si può non rimarcare lo splendido assist di Lapadula. Peccato che il peruviano non sia riuscito a rimpinguare il suo bottino personale dopo essersi involato verso l’area di rigore ciccando poi la conclusione. Il santo VAR ha tolto un rigore decretato per una svista arbitrale che ha contribuito a zittire per due minuti una parvenza di tifo ritrovato più caloroso e costante rispetto alle ultime uscite casalinghe. La Strega in una sola settimana rialza la cresta prepotentemente con un tris insperato dopo il trittico di sconfitte rimediate nella prima parte di Novembre e ritrova il sorriso. Permettetemi di rimarcare la corsa di Paleari al goal di Elia, quasi a sottolineare una unione di intenti e di affiatamento di squadra che poi è il viatico per costruire successi e credere sempre di più in ciò che si fa. Adesso si spera che dopo il “non c’è due senza tre” di proverbiale memoria, si possa aggiungere anche il motto “ed il quarto vien da se”. Di fronte avremo Ternana e Monza; le fere giocano un bellissimo calcio ed i Brianzoli vantano una rosa completa ed amalgamata (mentre vi scrivo stanno strapazzando il Brescia di SuperPippo a domicilio). Due partite per capire se la fase interlocutoria, di studio, di affiatamento di questi primi mesi è stata finalmente assimilata dalla truppa di Caserta al quale va dato il merito di aver mantenuto sempre la calma e la lucidità, anche quando tutto sembrava girargli contro. Godiamoci per ora questo quarto posto sperando in ulteriori prestazioni convincenti per riscaldare un ambiente ancora troppo distante e distaccato nonostante i mini abbonamenti ed una squadra che adesso ha ripreso a vincere e (speriamo) convincere.