Daniele Piro

di Daniele Piro

Dopo quasi un mese di astinenza forzata, soprattutto grazie al “colpo di mano” del binomio Galliani – ASL che riuscirono a bloccare l’incontro lo scorso 19 Dicembre, la Strega cala la “manita” delle 5 vittorie consecutive in una serata fredda dal punto di vista meteo, ma sicuramente calda per i tanti spunti di riflessione maturati.
La  forza del gruppo coeso e la tenacia di lasciare al di fuori del rettangolo verde la pugnalata a ciel sereno del divorzio col capocannoniere Lapadula, diventano le magiche armi per strapazzare un Monza imbottito di bei nomi ma di poca sostanza. Poco da obiettare sul fatto che i Brianzoli abbiano giocato in 9, perché se in poco meno di 30 minuti la truppa di Stroppa si è trovata a subire la doppia inferiorità numerica, il merito è tutto dei giallorossi e della loro vivacità e velocità nel gioco corale adottato.
Pronti via ed Insigne (davvero indemoniato ieri sera), si beve la figurina di Caldirola mettendo alla spalle di Di Gregorio. Le due espulsioni di Mazzitelli (doppio giallo ) e D’Alessandro (che stende Moncini lanciato in porta su un tracciante millimetrico di Insigne), sono il preludio al gol di Tello in girata sugli sviluppi da calcio d’angolo.
Partita in saccoccia? Nemmeno per idea. A riscaldare ed a mettere pepe alla serata ci pensa Tello che rovina la sua prestazione al primo minuto della ripresa, calandosi nei panni di Mimì Ayuhara, con un tentativo di schiacciata maldestro che permette al Monza di accorciare le distanze.

Moncini si sblocca in campionato (finalmente) chiudendo il match con un perentorio stacco di testa in anticipo sul primo palo.
Gioco, set, incontro e tanti saluti Zio Silvio e Zio Adriano.
Rispedito al mittente il magheggio del rinvio della gara pre-natalizia. (PS: nessuno mi toglie dalla testa che l’intervento dell’ASL Monzese sia stato “pilotato” e che in Federazione ci sia qualche solerte funzionario vicino alla Proprietà Brianzola perché altrimenti non si spiega come mai il Monza con 2/3 positivi sia riuscito a non giocare con l’immediato rinvio del match disposto dalla Lega, mentre nella stessa giornata altre squadre piene di giocatori col Covid scendevano comunque in campo).
Una partita piena di contenuti a cominciare dall’abbraccio cumulativo in panchina di tutti i componenti (giocatori, mister, e staff) dopo il primo goal del furetto napoletano, segno di un gruppo davvero forte e conscio dei propri mezzi, passando per l’urlaccio di Vogliacco a seguito di un repentino salvataggio davanti la porta giallorossa, alle braccia alzate di Glik in occasione del secondo gol e la veemenza con cui è stato salutato il primo gol di Moncini sceso in campo senza allenamenti ma solo con la rifinitura.
Ecco proprio su Glik e Moncini Radiomercato apre le porte per una probabile separazione. Non sta a me giudicare se sia un ben o un male cederli, fattosta’ che il primo, almeno fino a ieri sera, non ha dimostrato il reale valore per cui è stato pagato e lo scossone ricevuto dall’aver fatto ultimamente panchina potrebbe aver scatenato lo scatto di orgoglio che lo ha portato alla pulita e limpida prestazione di ieri sera. Trovarci un Glik determinato e nel pieno dei suoi mezzi come avversario (si vocifera Parma) non sarebbe una bella cosa.

Il Moncio adesso si ritrova un altro ariete Forte (speriamo anche nei fatti e non solo nel cognome) con cui entrare in ballottaggio ed in questo caso la cessione potrebbe essere meno “indolore”.
Se me lo concedete, al di la del voler rimarcare le belle prestazioni di Vogliacco (l’ennesima), del motorino Letizia (sperando che presto abbia fine anche la telenovela sul suo rinnovo), e di Acampora, voglio spendere due parole di elogio per Ionita, che ad oggi è l’unico che con il lavoro, l’umiltà ed i fatti si è calato nella realtà della cadetteria, senza fronzoli, senza pretese e senza richieste o mal di pancia, che è il vero muro onnipresente della mediana giallorossa.
Onore a Stroppa che ha ammesso ai microfoni Sky la débâcle senza attaccarsi all’inferiorità numerica, anzi rimarcando che la stessa è maturata per la straripante veemenza e per il convinto approccio alla gara della Strega, al contrario dei suoi, apparsi molli e superficiali fin dall’inizio.
Per finire un pensiero anche su Lapadula. Personalmente credo che il Peruviano sia tornato dalle vacanze natalizie credendosi emulo di Maradona. Rifiutarsi si scendere in campo puntando i piedi significa rinnegare un gruppo, una Società ed una tifoseria che lo aveva eletto a proprio beniamino nonostante provenisse da una retrocessione sulla quale pesano anche i suoi numerosi gol falliti. Adesso si trova da separato in casa e la difesa del suo avvocato e del suo procuratore (il primo ha dichiarato che il giocatore non ha mai detto di non voler giocare ed il secondo che sotto ci sono altre verità) sembra più la classica difesa “di mestiere”. Che un allenatore possa essersi inventato determinate dichiarazioni davanti alla stampa in diretta, ribadite anche ieri sera ai microfoni Sky, mi sembra improbabile. Non conosco Caserta, ma a pelle appare uno di poche parole, di molti fatti e molta sostanza che ha come credo il lavoro minuzioso. Non ce lo vedo sbilanciarsi in dichiarazioni fasulle che possano minare la sua credibilità ed il suo operato.
Vabbuò, pensamm’ a Spal. Ars et labor Strega!!!