Il nuovo anno associativo 2019/2020 dell’Azione Cattolica diocesana, che si aprirà con l’Assemblea d’inizio anno sabato 12 ottobre a Melizzano, quest’anno inizierà con il botto, cioè con i festeggiamenti per i 50 anni dalla nascita dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, nata appunto nel 1969 con il nuovo statuto nazionale dell’AC come un’articolazione ben distinta e caratterizzata, frutto del nutrito panorama dei “Movimenti” sorti dai rami dell’AC prima del Nuovo Statuto.

Le 50 candeline verranno spente, a livello diocesano, questa domenica 29 settembre a Cerreto Sannita. A partire alle ore 9, infatti, in piazza G. B. Manni avrà luogo la “Festa del Ciao” diocesana 2019 dedicata al tema della città. Giochi, canti, balli e riflessioni, partendo dallo slogan nazionale annuale “È la città giusta”. Osservata da un tetto – come fa la protagonista de Il favoloso mondo di Amélie – la città descrive solo in apparenza un paesaggio statico. C’è infatti un aspetto che non va trascurato, ed è il dinamismo interiore della città, concepita come spazio per la vita di relazione, dentro la quale si sviluppano storie e rumori, in processi di demolizione e continua costruzione. A fare la città, insomma, non sono infatti solo “le pietre”, ma anche la vita che a quelle “pietre” dà un anima. In un’altra accezione poi, la casa è concepita come una piccola città e, per contro la città, come una grande casa: è il senso stesso dell’abitare le città come fossero delle case, appunto, luoghi in cui si avverte un costante senso di familiarità, in cui si coabita ciascuno con il proprio ruolo, in cui ci si riconosce nella quotidianità, in cui ci si sente sicuri e protetti, nei quali ogni spazio assolve a una funzione specifica dell’esistenza quotidiana.

Bambini e i ragazzi sono chiamati a vivere pienamente in questi spazi condivisi, da rigenerare costantemente, per vivere la loro appartenenza alla Chiesa in uno stile comunionale inclusivo che mai deve diventare esclusivo e discriminante. Per vivere la compagnia è allora necessario che i piccoli non siano considerati come i destinatari passivi di una proposta in attesa di una non meglio specificata pienezza, ma discepoli-missionari in cammino nel popolo di Dio. Appartenere, e dunque “abitare” la Chiesa vuol dire sentirsi partecipi, in virtù del battesimo, della sua missione evangelizzatrice.

Abitare in pienezza e con senso nuovo i luoghi e gli ambiti delle realtà civili ed ecclesiali, restituendogli significato e credibilità e ponendo in esse il seme buono del Vangelo, sono tappe essenziali nella costruzione di quell’opera meravigliosa che è il bene comune. È proprio questa l’essenza di una città giusta.