Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – Suicidio… Domenica 18 Marzo, in un Ciro Vigorito reso triste da un tempo inclemente, davanti ad un pubblico che ha fatto registrare la partecipazione numerica più bassa dell’anno, si è consumato un vero e proprio suicidio sportivo. L’ultimo atto di una stagione che era partita male ma che rischia di finire peggio, se da qui all’ultima giornata non ci sarà, come ci auguriamo, una concentrazione massima ed il rispetto degli impegni assunti da parte dei calciatori attualmente in rosa.

Doveva essere la domenica del riscatto, dopo le sconfitte di Milano, con l’Inter e di Firenze. Invece abbiamo assistito ad un film già visto, con un finale “horror” contraddistinto da un’incapacità collettiva che è diventata in tratto distintivo di questa squadra. Una squadra che al 90° vinceva per 1 a 0 è riuscita addirittura a prendere 2 gol in 4 minuti nei minuti di recupero. Eppure è stata una gara dai due volti: primo tempo con il 70% di possesso palla, una squadra che ci aveva sorpreso per  serenità, tonicità e attenzione. Al cospetto i sardi sembravano in difficoltà e i 16 punti di differenza tra le due squadre sembravano davvero indecorosi…

Possesso palla pulito e scolastico che però non ha prodotto nulla anche se, in compenso, ha limitato le preoccupazioni in fase difensiva. Dopo l’intervallo ci aspettavano le rispettive contromosse. Sapevamo che l’astuto Lopez avrebbe schierato i vari  Sau e Farias, per cercare di guadagnare campo e dare supporto agli avanti cagliaritani. Da parte sannita, invece, è arrivato il suicidio tattico consumato da un impacciato De Zerbi. Già nelle gare precedenti, le sue scelte iniziali o i cambi in corsa avevano generato non pochi dubbi, ma domenica  – ahimè – la ha fatta grossa. L’uscita (prevedibile?) di Sagna, che ben aveva figurato nel primo tempo, ha fatto sprecare un cambio.
Al suo posto Venuti che si è fatto notare per un occssione goal purtroppo fallita e per essere stato infilato sull’azione della prima rete rossoblù. Sul calcio d’angolo, inspiegabilmente messo a uomo (proprio lui…) su Pavoletti, l’avversario più pericoloso sulle palle alte, scelta ancora una volta fatale.

Poi la cervellotica scelta di utilizzare Billong portando la linea centrale a 3. Questo ha condizionato l’assetto tattico, facendo arretrare il baricentro dei giallorossi consegnando, per gli ultimi interminabili 20 minuti, il gioco ai sardi che hanno capitalizzato le uniche occasioni avute consentendogli di espugnare il Vigorito. Ancora più strana la scelta di utilizzare un nervoso Cataldi e non pensare di tenere una linea più alta, magari con l’utilizzo di un attaccante come Diabaté (magari utile sui piazzati contro) o un esterno con caratteristiche offensive come Parigini. Questo ha concesso di invertire la fase di possesso favore dei sardi per la parte finale della gara.

Da qui il mesto esito finale che ha visto la Strega soccombere in maniera infausta, grazie anche ad un mediocre arbitro, il signor Manganiello, che con i suoi collaboratori ha inciso e non poco sull’esito finale, grazie ad una conduzione di gara a dir poco di parte… cagliaritana!

Questo il mio giudizio sui singoli, relativamente alla gara Benevento – Cagliari:

PUGGIONI (voto 6): guida la retroguardia con personalità fino al 90°. Peccato per i minuti finali e per il rigore che aveva anche intuito. Spero che in futuro faccia ancora di più sentire la voce per una marcatura più ferrea sui piazzati che rimane il nostro punto debole.

SAGNA (voto 6): fino a quando è stato della partita non abbiamo avuto nessun problema dalla sua parte. Le sue non perfette condizioni fisiche hanno costretto il tecnico a sostituirlo, purtroppo.

LETIZIA (voto 6,5): una spina nel fianco per i sardi, risultando determinante per tutto il primo tempo in fase di costruzione. Conferma la sua qualità in fase propositiva. Meno bravo in fase difensiva, dove concede con la solita disattenzione una buona occasione ai sardi.

DJIMSITI (voto 6,5): quasi perfetto. Vorremmo da lui, però, una maggiore determinazione sui calci piazzati degli avversari.

TOSCA (voto 6,5): prova maiuscola, con personalità. Cala negli ultimi minuti. Sono sicuro che, con lui dall’inizio del campionato, avremmo subito molto meno…

SANDRO (voto 7): il cuore oltre l’ostacolo. Peccato per il fallo da rigore. Lotta, soffre e detta legge. Perché non arretrarlo nella linea difensiva da centrale, dato che ha solo difeso negli ultimi 15 minuti, ed inserire un altro centrocampista più dinamico?

VIOLA  (voto 6,5): qualità pura, anche se qualche piccolo errore ne macchia la prestazione ancora da uomo cardine. Serve assist non sfruttati e si fa apprezzare per geometrie e personalità.

DJURICIC (voto 6,5): ha qualità per fare la differenza. A mio avviso dovrebbe cercare di più di andare dentro per cercare di concludere. Ha i mezzi e le caratteristiche per farlo. La sua uscita dal campo ha consegnato di fatto il pallino del gioco al Cagliari.

BRIGNOLA (voto 7,5): non finisce di stupire. Lotta come un veterano senza risparmiare energie. Trova il suo terzo goal stagionale da calciatore vero. E pensare che fino a qualche mese fa era ai margini del progetto. Onore a chi lo ha scoperto e a lui che si è fatto trovare pronto.

GUILHERME (voto 6): potrebbe fare di più, ne ha le qualità. A volte si assenta ed alterna giocate eccelse a momenti di buio. Se migliorerà il rendimento potrà far parlare di sé.

CODA (voto 5,5): cerca di fare reparto da solo ma si ritrova a sbagliare troppo. Spesso lo si vede in bilico o fare dei controlli approssimativi. Deve ritrovare la serenità che gli consentirebbe di fare goal, dispetto delle occasioni incredibilmente fallite fin ora.

VENUTI (voto 4,5): sbaglia il goal che forse avrebbe chiuso la gara. Bene in fase di appoggio ma come sempre tutti i limiti sono espressi in fase difensiva. Inspiegabile il suo utilizzo in marcatura ad uomo, sul possente centravanti avversario, lui che marcatore proprio non è.

CATALDI (voto 4): era entrato per dare sostanza al reparto, invece sbaglia molto e viene anche ammonito. Continua la sua involuzione. Sinceramente, non si capisce la necessità di utilizzare un calciatore come lui. Oggi ci sembra inutile.

BILLONG (voto 4): abbiamo avuto la conferma che anche a gennaio sono state fatte scelte sbagliate. Lento, impacciato non riesce a dare solidità al reparto.

DE ZERBI (voto 4,5): mostra i suoi limiti. Ancora una volta i cambi sbagliati contribuiscono alla sconfitta. E poi il 14° goal su calcio piazzato, il 5° di seguito. Troppi per una squadra di serie A. Abbiamo sempre sostenuto e incitato il tecnico, ma obbiettivamente non riesce a fare il necessario salto di qualità. Ci auguriamo che riesca almeno, nelle restanti gare, a tracciare le linee guida per la prossima stagione, magari indicando senza tentennamenti quali possano essere i calciatori  su cui puntare.

E a proposito di questo, un ruolo importante lo recita la Società che dovrebbe scegliere, da subito, un Direttore Sportivo degno di tale ruolo. L’esperienza negativa ma pregnante di questo campionato, ha fatto capire quanta professionalità e organizzazione servano  a certi livelli.

Noi, da tifosi, chiediamo solo di poter assistere con la consueta passione a campionati, a prescindere dalla categoria, in cui ci siano calciatori che sappiano onorare la maglia e lo stipendio, oltre che i sacrifici di tanti appassionati che non hanno mai smesso di stare vicino ai propri colori.