Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – 13. Nella domenica più difficile per il calcio italiano, la città di Firenze si è stretta intorno alla sua squadra per onorare il capitano scomparso a soli 31 anni. Un’atmosfera surreale ha accompagnato i protagonisti, da prima della gara fino al minuto 13 (numero di maglia di Astori) quando la partita, in via eccezionale è stata fermata – oltre ogni regolamento – dall’arbitro Pasqua per dare spazio ad una toccante scenografia. Poi, i calciatori della Viola hanno cercato il gol “liberatorio” che, per una strana magia, è stato segnato proprio dal calciatore numero 31 Victor Hugo, sostituto di Astori, alle ore 13,01..!

E il Benevento? Indubbiamente non era la domenica giusta per opporre agonismo o velleità particolari ma, in barba al buonismo, il calcio ci ha insegnato anche in occasioni tragiche precedenti (vedi Heysel etc.) che la logica del “vogliamoci bene” ha poco a vedere con il risultato. La squadra giallorossa è apparsa fin dal primo minuto praticamente bloccata, a dispetto dei “tristi” ma motivati avversari fiorentini. Con il passare dei minuti ho avuto la sensazione che stava consumandosi un’altra domenica che non ci avrebbe portato nulla.

E a nulla è valso il tentativo di Roberto De Zerbi, nel secondo tempo, di correre ai ripari modificando assetto tattico e uomini in campo. Ancora una volta siamo tornati a casa sconfitti. Con chirurgica puntualità abbiamo subito il 13° goal di seguito su palla inattiva, in quella che io definisco zona Venuti. Proprio il calciatore fiorentino, come cosnuetudine, non ha opposto alcuna resistenza all’avversario, consentodogli un terzo tempo fatale che ha consegnato, di fatto, i 3 punti alla Fiorentina. E in questa triste domenica, in modo altrettanto infelice prendiamo atto che il nostro distacco dal nutrito gruppo di squadre che lottano per la salvezza è diventato abissale. Questo ha generato grosso malumore e delusione tra i numerosi supporter che, pur se accolti con grande affetto dagli sportivi Viola, sono tornati a casa solo con la magra consolazione di essere una grande tifoseria, che ha stile e passione, ma desolatamente con le pive nel sacco.

Considerato che, almeno per 70 minuti è stata partita vera, ecco le mie valutazioni sui singoli:

PUGGIONI (voto 7): che gli avversari potessero cercare il goal per dedicare la vittoria era sicuro, ma da qui ad essere sotto pressione per tutto il primo tempo il pipelet sannita non se lo aspettava. Sfodera una prestazione di livello mostrando in pieno le sue qualità. Speriamo che riesca, almeno lui, a guidare la linea difensiva, a difendersi più alti o a convincere i difensori che si potrebbe marcare anche ad uomo, dato che non siamo capaci di difendere a zona sui piazzati.

SAGNA (voto 6): in crescita, gioca con mestiere. Bene la fase difensiva mentre le sue mirate proiezioni offensive offrono un paio di cross molto interessanti. Peccato che non ci fosse nessuno a sfruttarli.

VENUTI (voto 5): soffre la mobilità di Chiesa nei primi minuti che ha imperversato dalla sua parte. Ancora una volta un goal subito in quella che chiamo zona Venuti, senza saltare o opporre resistenza. Resta il punto debole della linea a quattro.

DJIMSITI (voto 6,5): gara tenace e di spessore. Ha sofferto per l’assenza di Sandro che garantisce filtro davanti al pacchetto difensivo.

TOSCA (voto 6,5): evidenzia la sua crescita e l’affiatamento con il compagno di reparto.

CATALDI (voto 4,5): tanto fumo e poco arrosto. Vorrebbe giocare di fioretto ma deve capire che c’è bisogno della sciabola. Ci aspettavamo di più da questo giocatore. Speriamo che, se verrà ancora utilizzato, riesca a trovare il giusto equilibrio.

DJURICIC (voto 5,5): schierato in linea mediana fatica a trovare il passo sbagliando più del dovuto. Probabilmente cervellotica l’idea di questa sua utilizzazione, a maggior ragione perché inedita la coppia con Cataldi.

LOMBARDI (voto 5,5): schierato da esterno sinistro fatica a rendersi utile; gli capita anche qualche palla interessante ma, come già accaduto, sembra sempre sorpreso più che convinto.

GUILHERME (voto 6): è l’unico che può avere il guizzo ma sbaglia molto rispetto alle qualità balistiche di cui dispone.

BRIGNOLA (voto 6): era stato schierato alle spalle di Coda ma lo si nota in tutte le zone del campo, senza risparmiarsi. Sostituito inspiegabilmente per ridisegnare la linea mediana…

CODA (voto 6): ha l’occasione per pareggiare ma il palo gli nega la gioia. Per il resto, spesso perde il passo o risulta in ritardo o caracollante per qualche tocco – inutile – in più.

DEL PINTO (voto 5,5): chiamato in campo per dare sostanza ad una linea mediana apparsa in difficoltà, si mette al servizio come sempre.

DIABATE (voto n.g.):  probabilmente andava inserito prima, considerato che la nostra pressione stava aumentando e di fronte c’era una Fiorentina che appariva sempre più stanca, ma io non sono il tecnico…

PARIGINI (voto n.g.): se proprio doveva essere utilizzato, sarebbe stato opportuno vederlo nel suo ruolo dall’inizio, al posto di uno spaesato Lombardi.

DE ZERBI (voto 4,5): toppa questa gara, non è riuscito a prepararla isolandosi dall accaduto. Stesso discorso per la formazione e i cambi. Speriamo che riesca a ritrovare il bandolo della matassa senza cervellotiche soluzioni. Ci attende una gara da dentro o fuori,  con una tifoseria che inizia ad essere stanca…

TIFOSI  (voto 10): 1.800 sanniti accorsi da ogni dove, accolti con la stessa civiltà con la quale stanno seguendo ed onorando questo torneo. Tutta l’Italia calcistica sta ammirando questa meravigliosa onda di passione che meriterebbe qualche soddisfazione in più in un torneo che, pur se inatteso,  andava onorato e partecipato, almeno con le stesse opportunità che stanno avendo le altre neopromosse. Bravi, loro sono i migliori come sempre.

Un plauso alla tifoseria Viola, che si è stretta intorno alla squadra e ad Astori con passione, emozione e orgoglio. Grazie per averci accolto con signorilità e rispetto. Non dimenticheremo gli applausi ricevuti e speriamo di poterli restituire, magari ancora in serie A.

E ora domenica c’è il Cagliari di Lopez: sfida all ultimo sangue con un solo risultato possibile, almeno per continuare tenere acceso il lumicino…