(Serenella Rullo) – Ai primi di dicembre, mio padre andava sulla riva del fiume (lo conosceva bene essendo un appassionato pescatore) a raccogliere il muschio per il presepe.

Lo portava a casa, umido e profumato di fresco e di inverno, e cominciava a disporlo sull’apposita tavola preparata in anticipo. Lo stendeva, con molta cura, badando a non sciupare le piccole zolle delicate, fino a ottenere una specie di prato. Poi, formava collinette e piccole valli; tracciava stradine separate fra loro da sassolini, raccolti in campagna; stendeva un fiumicello di carta argentata che finiva in una scheggia di specchio, affondata nel muschio a mo’ di laghetto.

Il presepe, simbolo di una tradizione antica e consolidata, pura poesia…

Quindi, costruiva su tutto una copertura leggera di spinosa asparagina, sotto la quale avrebbe sistemato le creature protagoniste del Natale. In cima alla copertura brillava la stella cometa, di cartoncino dorato, che avrebbe indicato la via ai Re Magi.

Lucine sistemate strategicamente illuminavano tutta la scena che si sarebbe arricchita di personaggi, rigorosamente di creta, disposti intorno alla capanna della Sacra Famiglia.
Dopo questo, mio padre faceva una pausa: studiava il tutto per controllare il risultato, dava qualche ritocco e ammoniva di non intervenire…
Comparivano, poi, disposti sulla coperta di muschio, i pastori con le pecorelle e il cane, i contadini con le ceste, qualche pescatore. Nelle casette di cartone disposte intorno si intravedevano scene di vita familiare e c’era qualche bancarella dove si vendevano alimenti vari.
Il presepe prendeva vita.
Infine, nell’angoletto più  riparato, veniva posta la stalla con Maria e Giuseppe in attesa, insieme al bue e all’asinello. Il più giovane della famiglia (che cambiava di anno in anno…) avrebbe posto il Bambinello, piccolo, roseo e commovente, nella mangiatoia, a mezzanotte del 24 dicembre. Era un momento di magico raccoglimento che sembrava unire, silenziosamente, tutti noi in un grande abbraccio.
E il 6 gennaio sarebbero arrivati i Re Magi.
Pura poesia.