(Serenella Rullo) – Lei era piccolina,  tranquilla, estremamente fiduciosa nel marito. I capelli, un po’ di tempo prima biondi, raccolti sulla nuca facevano risaltare gli occhi chiari e limpidi. La sua presenza non si imponeva, si avvertiva: lei era lì, dolce dolce. La casa le faceva da sfondo, ordinata e curata con amore, coi mobili  austeri ma ricchi negli ornamenti antichi, con le trine delle tovaglie, con i vasi di fiori sul balcone.

L’altra aveva una bellezza statuaria, sottolineata dall’atteggiamento forse imperioso, ma sempre amorevole. La treccia bianca ne contornava il viso dai  lineamenti forti: classica, e tenera, madre di famiglia più volte colpita dal dolore che le aveva lasciato un’ombra negli occhi. Sempre giovane il suo profondo affetto per il compagno della vita: l’aveva  seguito in una romantica fuga d’amore come nel più  classico dei romanzi. E lo seguì molto presto, come impaziente di rivederlo,  quando fu l’ora.
La terza, fiera impulsiva generosa, era troppo avanti, per i tempi, nel suo essere donna aperta alla vita e ai suoi veloci cambiamenti. Una femminista ante litteram ma ligia nei comportamenti dettati dalla famiglia e dalla società. Amorevolmente dedicata ai suoi cari, amalgamava vecchio e nuovo, sollecitando l’indipendenza individuale dalle ristrette convenienze dell’epoca. Aveva una mente brillante, un’intelligenza eccezionale, una capacità  di amare straordinaria.
Grande autocontrollo, ricchezza culturale, consapevolezza di sé,  caratterizzavano la quarta. Dimostrava un certo distacco, simpaticamente snob, nei confronti del mondo  esterno che, qualche volta, sembrava infastidirla. Faceva da contraltare all’impetuosità che poteva manifestarsi in famiglia, con elegante  ironia e senso della misura. In qualche modo, creava equilibrio intorno a sé.
Una piccola parte di ciascuna di loro arricchisce l’esistenza di chi ha potuto amarle ed esserne amata.
Le quattro Donne della mia vita passata.